Ma Italia Viva da che parte sta? Un’astensione che sa di flirt

La mozione di sfiducia contro Giulio Gallera, assessore al Welfare della Lombardia, è stata respinta. Ma l’astensione al voto di Patrizia Baffi fa certamente discutere

Se cerchiamo nella famosissima enciclopedia online Wikipedia il termine “Italia Viva“, viene fuori la descrizione di un partito politico italiano di centro/centro-sinistra. Fin qui tutto bene, dato che la maggior parte della popolazione italiana è a conoscenza del fatto che il suddetto partito sia stato fondato da Matteo Renzi, nel 2019. Ricordiamo difatti come Renzi sia stato il segretario del Partito Democratico dal 2013 al 2017. Sappiamo inoltre che tale segreteria gli ha permesso di ricoprire poi la carica di Presidente del Consiglio italiano dal 2014 al 2016. Nulla di strano, allora, se Matteo Renzi, dopo aver sempre militato tra le fila del centro-sinistra, abbia deciso di fondare un partito proprio di centro-sinistra.

Ma si sa che alla nascita ogni partito politico gode di bassi consensi. Ci vogliono anni, motivazioni e buona propaganda per raggiungere ottime percentuali. Pensiamo alla Lega: fino a qualche anno fa il partito verde poteva contare sui voti delle sole regione settentrionali. Ma attraverso i cosiddetti argomenti populisti,  il Carroccio è riuscito oggi ad occupare la posizione di primo partito in Italia. Per uno come Renzi non è certo facile accontentarsi di poco, di sole briciole. Forse quel 4,5%( valore attuale di consensi del partito Italia Viva), è un numero troppo basso e sconcertante per un leader del suo taglio. Quale potrebbe essere allora la giusta strategia politica per gonfiare quel numeretto così essenziale? Forse cominciare a flirtare con partiti ideologicamente opposti potrebbe essere la soluzione? Chi lo sa! Ma i recenti avvenimenti fanno pensare a qualcosa del genere.

L’inaspettata astensione al voto di Italia Viva

L’ideologia partitica e i valori che ne conseguono sembrano ormai essere lontani anni luce dalla politica italiana. Gli schieramenti stanno perdendo la stabilità essenziale all’integrità di posizione. Cosa significa oggi essere di sinistra, di destra o di centro? Probabilmente nulla. Non significa più nulla, soprattutto in Italia. Vediamo gente di politica saltare da un posto all’altro; accontentarsi del carro dei vincitori, anche se gli stessi vincitori sono degli sconosciuti. Ma questi discorsi cosa hanno a che fare con Italia Viva? Il partito di Renzi, dopo la fondazione, si è sempre impegnato  a sostenere candidati di centro-sinistra, cercando di mantenere il proprio filo conduttore ideologico.

Ma recentemente e dati gli scarsi risultati, Italia Viva si sta muovendo diversamente. In che modo? Il 4 Maggio, il Pd lombardo ha avanzato una mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore al Welfare, Giulio Gallera. In sede al Consiglio regionale della Lombardia la questione ha causato non pochi dissidi. E’ bene sottolineare che tale mozione è stata presentata in conseguenza alla fallimentare gestione della regione Lombardia dell’attuale situazione d’emergenza sanitaria nella regione. Quindi, il capogruppo del Pd della regione più colpita  dal Covid-19, Fabio Pizzul, ha spiegato che i membri del Consiglio si sarebbero dovuti esprimere, con un voto a favore o contrario, sulla gestione della Fase 1 in Lombardia.

L’ unica rappresentante di Italia Viva nell’assemblea lombarda, la consigliera Patrizia Baffi, non ha partecipato  al voto dichiarando:

“Non parteciperò al voto sulla mozione di sfiducia all’Assessore Gallera, che sarà discussa oggi in aula, atto che ritengo inopportuno in questo momento sia nel merito che dal punto di vista politico. Se ci saranno responsabilità andranno valutate dopo questa fase, in un quadro chiaro e complessivo. In questo momento in cui la nostra Regione, la più colpita, è ancora in stato di emergenza, sarebbe estremamente pericoloso indebolirne la guida. Ora i cittadini lombardi non trarrebbero alcun vantaggio da un ribaltone politico, tutt’altro, e devono continuare ad essere le persone al centro del nostro operato, non le mosse politiche utili a dare prove di forza”.

Il Partito Democratico, con la suddetta mozione di sfiducia chiedeva al Presidente Fontana una profonda revisione del”assetto politico e tecnico dell’Assessorato al Welfare della Lombardia: i recenti avvenimenti avevano intaccato l’indispensabile fiducia per affrontare nel migliore dei modi la progressiva fase di ripresa del sistema sanitario e sociosanitario. La mozione dei Dem non ha però ottenuto il riscontro necessario al proprio intento, essendo stata di fatto bocciata. Italia Viva, dissociandosi dal voto, ha dimostrato la fragilità di questo Governo nazionale:  forze politiche che puntano più all’individualità che alla cooperazione; cercare nuovi alleati con la speranza di accumulare consensi.

Galeotto fu il messaggio

Come dimenticare inoltre il messaggio di Renzi, mandato a Fontana e reso pubblico dallo stesso emittente su Twitter?

Il buon Renzi, a detta sua, desidera una forte collaborazione con tutte le forze politiche e non dar di certo adito a gossip e maldicenze. L’unica nota storta sta nel fatto che quel SMS è stato inviato nel giorno seguente alle polemiche a distanza tra Conte e Fontana. Il tema di dissidio riguardava le presunte responsabilità di una struttura sanitaria lombarda sulla gestione del fatidico paziente 1.

La questione è stata poi maggiormente discussa in quanto lo stesso Attilio Fontana avrebbe parlato di un odio di Renzi nei confronti di Conte. Quale sarà la verità? Matteo Renzi si è poi difeso pubblicando il testo dei messaggi, a dimostrazione che Conte non era argomento dello scambio di SMS e che non esiste nessun odio nei confronti dell’attuale Presidente del Consiglio. Ad oggi e alla luce degli eventi, l’unica domanda che viene naturale porsi è : Ma Italia Viva da che parte sta? E il suo leader Matteo?

Gabriella Gaudiano

 

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