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La Carolina sta sprofondando nell’Oceano Atlantico (e non solo lei)

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Uno studio congiunto condotto dall’Università di Bonn, quella della Florida del sud e quella di Rhode Island, appena pubblicato su Scientific reports ha indagato sul già conosciuto fenomeno di abbassamento delle aree costiere orientali degli USA: la Carolina sta sprofondando nell’Oceano Atlantico (sia la North che la sud Carolina) e con lei la Virginia e in misura minore altre aree costiere orientali degli USA.
Le cause dello sprofondamento sono un misto di azione umana e cause naturali
Il fenomeno di abbassamento di queste aree costiere è in corso addirittura da millenni e le cause si trovano molto più a nord, in Canada, durante l’ultima glaciazione il peso della enorme massa di ghiaccio che copriva praticamente tutto il grande stato a nord degli USA era così grande che abbassava il terreno su cui incideva e portava il terreno delle aree costiere libere dal ghiaccio ad innalzarsi di conseguenza. Con la fine della glaciazione e il ritiro progressivo dei ghiacci è quindi iniziato un lento processo di innalzamento dell’area prima schiacciata sotto il ghiaccio e di abbassamento di quelle aree che prima erano sollevate.




L’altra componente principale che sta accelerando lo sprofondamento della Carolina e delle altre aree costiere è invece antropica, queste aree sono densamente popolate e fanno un grande uso di acqua potabile che estraggono dal terreno, ma l’acqua nel terreno lo gonfia, se si toglie l’acqua dal sottosuolo il terreno si compatta ed abbassa.
Infine le acque marine più calde per via del riscaldamento globale che si gonfiano, danno un ulteriore contributo.
Le cifre dello sprofondamento
L’area tra i 32° i 38° di latitudine negli ultimi 10 anni si è abbassata più velocemente di quanto abbia fatto nell’ultimo millennio, gli scienziati hanno calcolato che lo scioglimento del ghiaccio è responsabile al massimo per un terzo del fenomeno, il resto è dovuto alle altra cause riconducibili all’azione umana in particolare la sottrazione di acqua dal sottosuolo.




Le prospettive per le aree interessate
Gli Stati Uniti sono una nazione giovane, ma le città sulla costa est sono le più antiche quindi hanno più di tre secoli di storia, secondo i ricercatori queste città fondate tra la fine del 16° l’inizio del 17° secolo oggi sono 45 cm più basse di allora solo per l’effetto del diminuito peso dei ghiacciai e altri 15 cm dovuti alla sottrazione dell’acqua sotterranea, per un totale di circa ben 60 cm.
Queste lente alluvioni in futuro si amplificheranno, non minacciano vite umane per il carattere lento e graduale, ma i costi dei danni saranno sempre più ingenti. I ricercatori sottolineano come anche in questo caso gli USA avrebbero tutto l’interesse a combattere seriamente i cambiamenti climatici, il fenomeno, in parte naturale, non si arresterebbe del tutto ma il mare smetterebbe di salire e lo scioglimento dei ghiacci in Canada ritornerebbe ai ritmi normali di un’era interglaciale rallentando lo sprofondamento.

Roberto Todini

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