La salute non è per tutti. 3 milioni di italiani hanno smesso di curarsi

Oltre 3 milioni di italiani rinunciano alle cure per difficoltà economiche.

Si ripresentano puntuali le immagini eloquenti dei posti letto ormai riservati ai pazienti affetti da Covid-19. In piena pandemia sappiamo quanto sia essenziale garantire cure sempre più sicure ed efficaci per contenere il numero incalcolabile di morti.  Tuttavia, ai margini di questa emergenza sanitaria, ci sono tante persone con altre patologie che non ricevono cure e rischiano la vita. Eppure, di queste situazioni non si parla ancora abbastanza. Oltre 3 milioni di italiani, da marzo del 2020 fino ad oggi, hanno dovuto rinunciare a visite e operazioni. A rivelarlo è un’indagine condotta per Facile.it da mUp Research e Norstat.

Le difficoltà economiche hanno spinto gli italiani a rinunciare alle cure mediche. Ed è facile pensare che il primo settore ad essere stato rinviato nella maggior parte dei casi sia quello più importante, ovvero quello della prevenzione. La crisi sanitaria, se da un lato ha messo in ginocchio le famiglie più povere, dall’altro ha spinto molte persone ad affidarsi alla sanità privata. Prima dello scoppio della pandemia, in media, per accedere ai servizi del Ssn bisognava aspettare 30 giorni, adesso i tempi per le prestazioni si sono allungati a dismisura arrivando mediamente a rinvii di quasi due mesi.



L’accesso alle strutture private.

Il 30,2% degli intervistati è passato ad una struttura privata nel tentativo di ricevere cure adeguate prima che la malattia peggiorasse. Circa 2,2 milioni di persone secondo l’indagine hanno dovuto chiedere ad amici o parenti di pagare le spese per accedere ai servizi privati. Qui il discorso sulla sanità è strettamente connesso alla crisi economica, solo il 12,6% degli intervistati è riuscito a pagare le spese con una polizza assicurativa sanitaria, in molti casi prevista dal proprio contratto di lavoro. Ad ogni modo, la spesa per una singola visita specialistica in strutture private è in media di 292 euro.

Il 48% dei pazienti oncologici ha subito rinvii e sospensioni delle visite.

Ma non ci sono solo gli effetti della crisi economica. La scelta di passare ad una struttura privata, per il 19,7% degli intervistati è dovuta ai lunghissimi tempi di attesa del Ssn. La priorità ai pazienti Covid-19 e le misure anti-contagio determinano disservizi in quasi tutte le altre specialità sanitarie. I numeri dell’indagine confermano le preoccupanti sensazioni dei medici che lanciano l’allarme di questi ritardi anche per patologie piuttosto gravi. Il 61,1% dei pazienti cardiopatici hanno subito rallentamenti o addirittura sospensioni per quanto riguarda visite ed operazioni, lo stesso vale per il 48% dei pazienti oncologici. Nonostante l’inesauribile lavoro dei medici e infermieri nelle corsie degli ospedali, il Paese deve ancora fare i conti con una emergenza economica che ha diviso la popolazione anche sul fronte sanitario.

Valerio Caccavale

 

 

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