La tragica spartizione dei migranti in Ruanda

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I migranti in Ruanda riceveranno ospitalità dopo l’atroce esperienza nei lager libici.

Il Paese centro-africano ha stipulato un accordo con l’Unione Africana e con le Nazioni Unite attraverso l’UNHCR che si occupa dei profughi in terra libica.

Toccherà quindi al popolo ruandese che è tra i più poveri del mondo, aiutare i poveri.

Toccherà quindi al popolo ruandese che da anni vive una strisciante guerra civile culminata con la strage di oltre due milioni di persone, difendere la vita dei migranti.

Toccherà, infine, al popolo ruandese, schiavo di una dittatura organizzata dai francesi, dai tedeschi e dai belgi, far valere i Diritti Umani dei migranti.

Il patto siglato tra il Ruanda e l’Unione Africana è stato salutato dagli “evviva” della Comunità Internazionale che non vedeva l’ora di sbarazzarsi del “pattume umano” rinchiuso nelle discariche libiche.

Mi permetto di non partecipare ai festeggiamenti.

Il Ruanda è solo un’altra discarica.
Più lontana dagli occhi, più difficile da controllare, più isolata dal contesto internazionale.

Ed è già guerra sulle cifre.
L’UNHCR parla dei migranti ufficialmente rinchiusi nei lager, cioè di 5000 persone circa.
L’Unione Africana parla di tutti i migranti di tutti i lager, quindi non solo dei 7 ufficiali ma anche degli altri 10 non ufficiali.
E la stima ammonta a 18.000.
La Mezzaluna Rossa libica stima che i migranti oggi in territorio libico, siano oltre 50.000.

Quindi quanti ne ospiterebbe il Ruanda ?
Il Governo afferma che si incomincerà con i primi 500.
Poi vedremo……
Nel frattempo ha rimesso a nuovo le “strutture” precedentemente predisposte per i cittadini del Burundi, che nel 2015, avevano lasciato il Paese in seguito alla drammatica crisi politica ed economica.

“Bisogna interrompere il nuovo mercato degli schiavi” ha sentenziato l’ambasciatore ruandese, Hope Tumukunde presso il Governo etiope (sponsor dell’accordo).

Mi sfugge come si chiama la vendita dei migranti dalla Libia al Ruanda in cambio di qualche dollaro (milioni) di aiuto.
E mi scuso col Presidente Paul Kagame che dal 2003 governa il Paese con elezioni farlocche che gli hanno tributato il 95% dei consensi, se NON gli credo e se NON nutro nessuna fiducia in Lui, nel suo Governo e tanto meno in questo accordo.

Se ne farà una ragione.
Come se la son fatta velocemente tutti gli Stati Occidentali che hanno applaudito all’intesa.

Per favore, Signora Amira Elfadil, commissario per gli affari sociali dell’UA, la smetta immediatamente di dire “finalmente i bambini avranno una casa” perché si tratta di un’altra prigione, di altre sbarre, di altra sofferenza.

 

Claudio Khaled Ser

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