Raro minerale scoperto in Calabria, si chiama wulfenite

nuova scoperta in Calabria

wulfenite
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Il gruppo di lavoro, costituito da Andrea Bloise (Unical), Luigi Dattola (Arpacal), Ignazio Allegretta (Uniba), Roberto Terzano (Uniba), Mirco Taranto (Unical) e Domenico Miriello (Unical), ha pubblicato i risultati della scoperta del nuovo minerale sulla famosa rivista Data in Brief.

Si chiama wulfenite ed appartiene alla classe dei molibdati utilizzati per l’estrazione del molibdeno. In natura si trova in cristalli tubolari, con contorno quadrato o rettangolare. Più raramente ha forme piramidali troncate. É il raro minerale scoperto per la prima volta in Calabria, a Catanzaro, grazie ad una collaborazione multidisciplinare che ha coinvolto l’Università della Calabria, l’Agenzia regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria e l’Università di Bari.
Il minerale, la cui formula chimica è PbMoO4, è stato trovato in prossimità di una vecchia miniera di barite in località Fiumarella.





Negli ultimi anni sono state sviluppate tecnologie avanzate che consentono di esplorare il mondo delle micro-mineralizzazioni senza distruggere e danneggiare i preziosi minerali; si tratta di un filone di ricerca totalmente inesplorato in Calabria e che, assicurano gli autori, offrirà, in un futuro assai prossimo, altre interessanti scoperte.La wulfenite è tipico delle zone secondarie di ossidazione di giacimenti di piombo, dove spesso è associata a galena, cerussite, piromorfite, anglesite, vanadinite, malachite, calcite. Nel 1845 prese il nome attuale in onore del botanico e geologo austriaco Franz Xaver von Wulfen. In Italia si può trovare presso Lecco, Tarvisio, Catanzaro. 




Il rettore dell’Università della Calabria, Gino Mirocle Crisci, ha manifestato tutta la sua soddisfazione per l’importanza della scoperta: «Come geologo e come membro del dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra dell’Unical, vedo in questa ricerca il potenziale che ancora la nostra terra può offrire e come la collaborazione multidisciplinare tra enti diversi, possa restituire alle nostre risorse naturali l’importanza che meritano nel panorama Internazionale, in accordo con la Convenzione sulla Protezione dei Beni Culturali e Naturali del mondo, adottata nel 1972 dall’Unesco»

 

 

Alessandra Serratore




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