Riconosce la moglie morente su un pacchetto di sigarette. È sotto shock

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A Misano, un uomo ha trovato l’immagine della moglie morente su un pacchetto di sigarette.  Lo scatto  in questione risale alla fase avanzata della malattia che pochi mesi fa ha causato la morte della donna. Ora, in Italia e non solo, circolano migliaia di pacchetti con su stampato quel viso e il marito non si dà pace. Nessuno aveva autorizzato la diffusione di quell’immagine. L’uomo, ancora sotto shock, ha scelto di non rivelare la propria identità.

Le nuove normative europee antifumo

È ormai da qualche anno che le normative europee impongono che i pacchetti di sigarette e di tabacco contengano – almeno per il 65% della loro superficie – avvertenze circa la dannosità del fumo. L’obbiettivo di dissuasione da questa pericolosa abitudine viene perseguito in più modi. Non solo mediante frasi esplicative dell’impatto del fumo sulla salute delle persone.

Negli ultimi anni infatti si è previsto l’inserimento di nuovi elementi di dissuasione sui pacchetti. Ad esempio il numero verde per aiutare i fumatori a smettere. Nonché, naturalmente le forti immagini che ritraggono gli effetti più devastanti che il fumo può provocare. Inutile dire che l’obbligo di inserimento questi disincentivi sui pacchetti nasce dal cruciale interesse di tutelare la salute della comunità.

Tuttavia, pur volendo considerare che l’impiego di queste fotografie sia efficace a tal fine – esistono studi statistici che affermano il contrario -, fatti come quello in esame non dovrebbero mai verificarsi.

L’obbligo di restare umani

Il fatto che un uomo entrando in un tabacchi per caso possa riconoscere l’immagine della moglie morente su un pacchetto di sigarette è davvero scioccante. E purtroppo, è un fenomeno fin troppo frequente. In questo caso in particolare, l’uomo che ha subito questo trauma aveva perso la moglie di recente. E per via di questa spiacevole vicenda è ripiombato nel dolore della sua perdita. A peggiorare il quadro inoltre, stando alle sue dichiarazioni, la moglie non si sarebbe neppure ammalata per motivi legati al fumo.

Ben vengano dunque tutti i metodi possibili per disincentivare le persone dal fumare: ma è importante anche riuscire a rimanere umani. Usare il dolore delle persone non curandosi della loro privacy e senza neanche ottenere un’autorizzazione, non può essere accettabile.

A seguito di quanto avvenuto, è stata avviata una causa contro le multinazionali del tabacco. La richiesta di risarcimento ammonta a 100 milioni di euro. Ci si augura che venga fatta giustizia affinché niente del genere si possa mai più verificare.

 

Livia Larussa

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