• Contatti
  • Cookie Privacy Policy
martedì, 8 Settembre 2026
Ultima Voce
  • Home
  • Archivio
  • Segnalazioni
  • Contatti
  • Home
  • Archivio
  • Segnalazioni
  • Contatti
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Ultima Voce
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Home Cultura

Pink Man: quando l’arte diventa protesta sociale

di admin
12 Feb 2021
in Cultura
Tempo di letturaMin Lettura
A A
0
UltimaVoce Pink Man
Share on FacebookShare on Twitter

Dalla parte di chi lotta per essere riconosciuto,
dell’essere umano e dei suoi diritti.
Contribuisci a preservare la libera informazione.

logo paypal

Chi è Pink Man e cosa rappresenta la figura dell’uomo in rosa?

L’arte, si sa, diventa spesso simbolo di protesta sociale. Quella del fotografo thailandese Manit Sriwanichpoom, però, è diventata nel tempo una crociata contro la feroce omologazione della società. Da vent’anni, infatti, attraverso Pink Man, il fotografo denuncia i retroscena spettrali di una comunità larvale, preda del consumismo.

Indossando sempre lo stesso abito rosa sgargiante, con tanto di scarpe laccate e calze abbinate, l’attore Sompong Thawee dal 1997 veste i panni di Pink Man, un classico borghese thailandese, capitalista cronico e senza gusto. Un uomo egoista e mono espressivo, vuoto, in attesa dell’occasione giusta per sfruttare il mondo.

L’idea di Pink Man mi è venuta mentre ero in un centro commerciale di Bangkok che aveva appena aperto. L’edificio era enorme, come una fabbrica, molto luminoso, con migliaia di lampade fluorescenti e prodotti di ogni tipo sistemati in modo ordinato. C’erano molti clienti, riempivano i loro carrelli di prodotti, si mettevano in fila alle casse. Mi sembrava di essere in un luna park. Così mi sono chiesto: fino a che punto il consumismo ci fa il lavaggio del cervello? Quello che possediamo fa da base a quali valori? Il personaggio di Pink Man esprime il mio smarrimento di fronte a un’idea di consumismo accettata dalla società thailandese senza alcuna riflessione. Penso che questo sistema ci controlli, senza permetterci di realizzare noi stessi. Siamo obbligati ad agire tutti nello stesso modo; stiamo andando vero l’omologazione.




Manit Sriwanichpoom – From the Artist Web Site 

Una protesta sociale

L’uomo in rosa, dunque, da vent’anni, testimonia l’omologazione di una società sempre più improntata verso uno spietato consumismo. A ben vedere, la denuncia del fotografo oltrepassa i confini di Bangkok, per abbracciare l’intera società moderna.

RELATED STORIES

Nikita Krusciov, l'uomo che denunciò Stalin e cambiò l'Unione Sovietica

Nikita Krusciov, l’uomo che denunciò Stalin e cambiò l’Unione Sovietica

7 Settembre 2026
L'incidente di Gleiwitz, il falso attacco usato dalla Germania nazista contro la Polonia

L’incidente di Gleiwitz, il falso attacco usato dalla Germania nazista contro la Polonia

31 Agosto 2026

Nell’indifferenza generale, gli uomini tendono a dimenticare sé stessi, per inseguire bisogni di cui nemmeno erano a conoscenza; subiscono una manipolazione inconscia che li trasforma in robot ubbidienti. Incapaci di uscire dal limbo, accettano un sistema servile che li priva della razionalità.

Ed è per questo che l’uomo in abito rosa è diventato l’immagine iconica dell’avidità, la personificazione mutante del capitalismo, il mostro che sorge dalla devastazione. (Non è un caso, infatti, che in uno degli scatti Sriwanichpoom ritragga Pink Man in fattezze giganti, armato di altrettanto gigante carrello rosa, che si aggira con la solita espressione vuota tra i grattacieli, proprio come un moderno Godzilla affamato).

Pink Man Begins

Dal 1997 al 2018, l’uomo in rosa si è aggirato per le strade di Bangkok, in tour per la Thailandia e addirittura in trasferta in Europa, a testimonianza che il mostro del consumismo è in agguato in ogni dove.

Ovviamente, la prima serie è stata realizzata nel quartiere finanziario, il più animato di Bangkok, Si Lom road, con il suo mercato di Lalai Sap  (far sparire il denaro) e i suoi ristoranti alla moda. L’uomo in rosa spingeva tra la folla un carrello vuoto, rigorosamente rosa. Poi gli scatti sono continuati accanto a un McDonald’s (aberrazione incredibile, se si pensa che Bangkok è la patria dello street food, a tutte le ore).




Nell’influenza di Sriwanichpoom sono evidenti gli albori nel fotogiornalismo. L’intento è proprio quello di trasformare delle scene in immagini raffigurative, estremamente reali. Con questo spirito, infatti, da’ vita alla serie Horror in Pink, sovrapponendo passato e presente in una delirante e cinica protesta contro la feroce dittatura di Samak Sundaravej, rieletto nel 2000, dopo i terribili crimini commessi durante la protesta giovanile nel ’76.

Che Shock quanto, la scorso anno, più di un milione di elettori hanno eletto Samak Sundaravej, il loro nuovo governatore di Bangkok. Sono rimasto sbalordito. Non era lo stesso Samak che nell’ottobre del ’76 andò alla radio per sollecitare che la forza bruta fosse usata contro i manifestanti pro-democrazia, negli eventi che culminarono nel massacro più terribile della storia di Bangkok? Mi sono chiesto: si sono dimenticati tutti? “6 ottobre” non significa niente per noi adesso? Ci interessa? Non abbiamo imparato niente dalla storia? Per questo, non credo che sarebbe troppo sostenere che Pink Man è adatto alla Thailandia dei giorni nostri.

Manit Sriwanichpoom – From the Artist Web Site

Ed ecco che l’uomo in rosa, l’uomo senza anima e senza una coscienza che lo tormenta, attraverso fotomontaggi accurati, appare sorridente e divertito tra le fotografie di cronaca che tutt’oggi testimoniamo la crudeltà e la violenza della repressione di Samak.

Dopo Horror in Pink, quell’uomo vuoto non poteva che esplorare nuovi orizzonti, nuove città che potessero essere sfruttate e svilite: via, quindi, alla volta di Parigi, di Copenaghen, di Venezia, dell’Austria, per tornare poi felicemente in patria, in una Bali deserta e priva di turisti o in preghiera in finti templi meditativi, accanto a statuette da pochi spicci.

La censura thailandese

Molte opere di Manit Sriwanichpoom, però, sono state censurate dal governo thailandese, che non ha concesso al fotografo la possibilità di esporre i suoi scatti. E’ il caso della serie Pink, white & blu, in cui Pink Man abbraccia la bandiera thailandese, quasi se ne veste e la fa innalzare a un seguito di bambini scout.




Si mette in luce la forma più malsana di nazionalismo. La Thailandia, infatti, nell’ultimo decennio, ha subito una vera e propria mitizzazione dello Stato-Nazione. Pink Man, incarnando il becero uomo moderno, non può far altro che abbracciare e baciare la bandiera, dichiarando il suo vuoto patriottismo. 

I bambini thailandesi, di conseguenza, devono sì essere intelligenti, ma anche ubbidire ciecamente a ciò che viene detto loro. Dopotutto, incarnando il male del mondo, Pink Man desidera esclusivamente il capitalismo, non la democrazia.

Nel 2018 Pink Man è ufficialmente deceduto. L’attore mette in scena la fine del suo personaggio, gettando per terra la tavoletta che lo ritrae. Nella foto ha i capelli grigi, i baffi grigi e lo stesso identico completo rosa.

Una fine indecorosa, silenziosa, che testimonia l’estrema mediocrità della sua esistenza.

Le foto di Pink Man sono state pubblicate dall’autore stesso, dato che nessun editore ha voluto correre il rischio. Il volume, inoltre, si può trovare alla Kathmandu photo gallery, di Bangkok (fondata dall’artista con sua moglie, la regista indipendente Ink K).

Antonia Galise

Tags: consumismofotografoManit SriwanichpoomOmologazionePink Manprotesta socialesociatàthailandia
CondividiTweetInviaCondividi

Iscriviti alla nostra newsletter

Può interessarti anche questo

Nikita Krusciov, l'uomo che denunciò Stalin e cambiò l'Unione Sovietica
Cultura

Nikita Krusciov, l’uomo che denunciò Stalin e cambiò l’Unione Sovietica

7 Settembre 2026

Il 7 settembre 1953 Nikita Krusciov divenne Primo segretario del Comitato centrale del Partito Comunista...

L'incidente di Gleiwitz, il falso attacco usato dalla Germania nazista contro la Polonia
Cultura

L’incidente di Gleiwitz, il falso attacco usato dalla Germania nazista contro la Polonia

31 Agosto 2026

La sera del 31 agosto 1939 un gruppo di uomini delle SS inscenò un attacco...

La prima bomba atomica sovietica e l'inizio della corsa nucleare
Cultura

La prima bomba atomica sovietica e l’inizio della corsa nucleare

29 Agosto 2026

Per quattro anni gli Stati Uniti furono l'unica potenza al mondo a possedere la bomba...

Cesare Pavese e il mestiere di vivere
Cultura

Cesare Pavese e il mestiere di vivere

27 Agosto 2026

«Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi.» Queste le...

Prossimo articolo
Coca Cola diventa green

Coca Cola diventa green: in arrivo le prime bottiglie 100% riciclate

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati

Guest Authors

Giulio Cavalli |Giovanna Mulas | Sabina Guzzanti |Susanna Schimperna | Francesca de Carolis| Luigi Colbax | Alessandro Ghebreigziabiher| Oliviero Beha|Bruno Ballardini Rosanna Marani| Barbara Benedettelli | Carlo Barbieri | Roberto Allegri| Pino Aprile|Otello Marcacci| Carlo Nesti|Carlo Negri| Massimiliano Santarossa| Livio Sgarbi|Alessandro N. Pellizzari |Clara Campi| Marilù S. Manzini| Erika Leonardi|Dario Arkel| Maurizio Martucci| Paolo Brogi| Ettore Ferrini|Adriano Ercolani|Paolo Becchi|Alessia Tarquinio| Selvaggia Lucarelli| Fabrizio Caramagna | Iacopo Melio |

logo paypal

Ultima Voce Best Topics

ambiente arte attualità bambini Calcio Cina Cinema coronavirus Covid-19 cultura diritti umani donald trump Donne economia Europa film Francia guerra Israele Italia Lavoro Libri Matteo Salvini migranti Milano musica nshr Onu Palestina politica razzismo Ricerca roma Russia salute Salvini Scienza Scuola società stati uniti storia Trump unione europea Usa Violenza

FAQ E CONSIGLI UTILI

Guide & Tips 

Contatta La Redazione

Scrivi a :
– info@ultimavoce.it
– collaborazioni@ultimavoce.it
– advertising@ultimavoce.it
– candidature@ultimavoce.it

Read More…
fandangolibri1.png
chiarelettere11.png
WhatsApp-Image-2023-01-17-at-09.39.24-e16739484187331.jpeg
LOGO-FFF1.png
luis1.png
Logo_24ore1.png
moton1.png
UNITO1.png

Le foto presenti su ultimavoce.it sono state in larga parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione – indirizzo e-mail info@ultimavoce.it, che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.

Testata Giornalistica registrata presso il Tribunale di Brescia n° 8/2021 del 15/03/2021. Direttore Responsabile: Gianluca Lucini / Direttore Editoriale: Andrea Umbrello

  • Home
  • Contatti
  • Privacy Cookie Policy
  • Guide Utili

© 2020 - Ultima Voce. All Rights Reserved

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Archivio
  • Segnalazioni
  • Contatti
  • Cookie Privacy Policy

© 2020 – Ultima Voce. All Rights Reserved.