Pipistrelli bruciati vivi in Perù per difendersi dal Coronavirus

Pipistrelli bruciati vivi
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Pipistrelli bruciati vivi perché incolpati di essere la causa della pandemia di Covid-19. È quanto accaduto a Culden, piccolo centro nella provincia di Santa Cruz, in Perù. Una folla di contadini inferociti ha brutalmente ucciso più di 300 pipistrelli.

L’attacco è stato condotto nelle caverne dove vivono i mammiferi, appiccando una serie di incendi. Il Servizio Nazionale Forestale e della Fauna Silvestre è intervenuto, portando in salvo circa 200 animali. Le autorità hanno trasportato i pipistrelli in una caverna molto lontana dalla zona dove si è verificato l’episodio. In merito all’accaduto, il Serfor ha sottolineato:

Non dobbiamo distorcere la situazione a causa della pandemia di Covid-19. I pipistrelli non sono nostri nemici. Al contrario, il 70 percento delle specie esistenti nel mondo si nutre di insetti, molti dei quali dannosi per l’agricoltura e la nostra salute, come zanzare che trasmettono dengue e altre malattie.




Coronavirus: chi è il vero responsabile della pandemia?

I pipistrelli bruciati vivi in Perù sono solo l’ultimo di una serie di atti criminali verso gli animali. In passato, cani e gatti sono stati erroneamente considerati fonte di contagio. Da qui, i casi di uccisione degli animali domestici in Cina e l’aumento degli abbandoni Italia. ECDC ha riconosciuto che l’origine animale della pandemia di coronavirus è l’ipotesi più probabile. Per il team dell’Università Campus bio-Medico di Roma, la trasmissione sarebbe avvenuta nei wet market di Wuhan. In questi luoghi si acquistano animali vivi, perché non si può conservare la carne con sistemi di refrigerazione. Secondo Massimo Ciccozzi e la sua squadra:

questo virus è passato all’uomo tramite il sangue e poi è andato in circolo. Ha riconosciuto le cellule con il recettore, come una serratura, è entrato e ha innescato l’epidemia.

Viene da chiedersi, però, chi sia il vero responsabile dello sfruttamento e del commercio di animali, anche in via di estinzione. Chi si nasconda dietro la distruzione degli ecosistemi e la perdita della biodiversità. Il report del WWF sottolinea come le zoonosi siano ascrivibili a comportamenti errati da parte dell’essere umano. Il Covid-19 è solo l’ultima delle “malattie emergenti” provocate dal contatto con animali infetti. Prima del coronavirus, infatti, ci sono state Ebola, Aids, Sars. Questo dimostra come l’impatto dell’uomo sugli ecosistemi naturali abbia un effetto boomerang sulla sua stessa salute. Appare dunque più importante che mai accogliere l’appello di Pratesi, direttrice del programma di conservazione del WWF.

Gli animali selvatici e gli ecosistemi che li ospitano devono essere protetti e rispettati perché le conseguenze delle nostre azioni miopi hanno effetti su tutta l’umanità in tanti sensi, compreso la distruzione di equilibri delicati che sono alla base della nostra salute

Laura Bellucci

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