Io ti critico e tu mi candidi: la strana relazione tra Renzi e la sindacalista Cantone

Lei ne ha sempre parlato male, ma ora è nelle liste del PD.

Tra i candidati del Partito democratico in corsa alle elezione del 4 marzo, ci sarà anche Carla Cantone: una sindacalista che ha sempre disprezzato l’ex-premier e che ora è stata da lui inserita nelle liste del PD. Ma a cosa è dovuto questa bizzarra scelta?

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“Ah ah ah!Lasci stare Renzi. Lui è solo bla bla bla! Se il nostro amico toscano sapesse cosa pensano di lui i pensionati italiani…”.

Queste erano le parole usate da Carla Cantone, segretario dello Spi, (sindacato dei pensionati della Cgil), in un’intervista di tre anni fa. Parole di disprezzo nei confronti dell’allora premier italiano. E tale disprezzo non è stato espresso solo in quell’occasione. Il giorno prima di uno sciopero aveva dichiarato: “Renzi, stai attento a ciò che fai con i pensionati. Altrimenti risponderemo con le ‘armi’ che sono a nostra disposizione”. E, ancor prima, nel 2014, quando Renzi minacciava i sindacati, lei gli rispondeva: “Non riuscirà a distruggere il sindacato”.




Un inaspettato cambio di rotta

sindacalista cantone
La sindacalista Carla Cantone.

Quelle riportate sopra sono dichiarazioni di anni precedenti. Ma nel frattempo cosa sarà successo tra i due? Incredibile ma vero, si è verificato quanto di più inaspettato potesse succedere. La sindacalista Cantone è stata inserita nelle liste del PD e a candidarla è stato Renzi in persona! Ma come? Fino a qualche tempo fa, lei lo criticava e ne sbeffeggiava l’operato ed ora correranno insieme alle elezioni politiche del 4 marzo? A cosa è dovuto questo inaspettato cambio di rotta? Dal canto suo, Matteo Renzi ha così spiegato alla Direzione del Pd:

“La garanzia dei posti in Parlamento non c’è senza un quadro che ora manca. Ha un posto sicuro solo chi si prende il voto sul collegio, dobbiamo essere chiari. L’idea che esistono posti intoccabili non è vera, se c’è una squadra coesa molto, se non tutto, è contendibile”.

Ah, quindi c’è bisogno di una “squadra coesa” per vincere le elezioni. Ma come può esserci coesione tra due persone che fino all’altro ieri non si sopportavano? Forse il vero punto è un altro. Non c’è bisogno di coesione, semmai servono urgentemente voti e persone che siano in grado di raccoglierne il maggior numero possibile. 




Una strana alleanza

E allora perché no? Tanto vale candidare anche la sindacalista Cantone, fino all’altro giorno sua acerrima nemica. Una cosa però accomuna lei e Renzi: entrambi tengono ai pensionati. L’una perché ne presiede il sindacato, l’altro perché ne vorrebbe i voti. E pur di ottenerli è disposto a stringere una bizzarra “alleanza” con la sua ex-nemica. Nemici-amici in nome dei pensionati. O sarebbe meglio dire: in nome di una poltrona in Parlamento?

Carmen Morello

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