Renzi è pronto ad abbandonare il Pd per “Un’altra strada”

Si intitola così il libro dell’ex premier in uscita oggi, manifesto del suo nuovo progetto politico. Da domani lo presenterà in tutta Italia.

Fonte foto: Le formiche
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Riappare Matteo Renzi in un fugace saluto prima di rimettersi in viaggio. Dismessi i panni da Presidente del Consiglio, da segretario del Partito Democratico e da documentarista, ritorna in versione scrittore. Da domani sarà in giro per l’Italia per presentare il suo libro “Un’altra strada” Marsilio editore, in uscita oggi.





Ieri pomeriggio l’anteprima presso la sede dell’associazione Stampa estera di Roma. Oggi la data zero del tour promozionale  a Firenze. Dopodiché Renzi sarà in giro un po’ ovunque per lo stivale, toccando sia le grandi città che i piccoli centri.

Ovviamente non si tratta solo ed esclusivamente di presentare un libro. “Un’altra strada” è l’anticipazione di quello che tutti si attendono dal 5 marzo scorso. Renzi prepara la fuoriuscita dal Pd, per veleggiare verso nuove elezioni circondato dalla sua fedelissima ciurma. Dopo aver preso un partito al 22%, essere diventato il Presidente del Consiglio silurando il precedente inquilino di Palazzo Chigi via social, dopo aver guadagnato il 40% dei consensi per poi ridurli al solo 17%, è tempo di una nuova sfida.

Con buona pace di coloro che si ritrovano in un partito ormai spento. Ciò che doveva essere l’erede di quella che è stata la più grande forza aggregante a livello politico del Paese, è oramai un contenitore vuoto, il cui simbolo lascia, nella migliore delle ipotesi, indifferente l’elettorato. Ciò che si poteva mungere è stato munto. Adesso che non c’è rimasto più nulla da spremere, è meglio andare via.

Ma si sa che Renzi non è tipo da far le cose in fretta e furia. Ha calcolato bene i tempi di gestazione utili a far calmare le acque. E dopo aver tenuto in ostaggio il partito del quale era segretario per quasi un anno, è pronto ad uscire portando con sé i fedelissimi. Probabilmente l’ufficialità si avrà il giorno successivo alle Elezioni Europee, che stanno diventando sempre più la data nella quale tutti i nodi della politica italiana verranno al pettine.

Per preparare la strada al nuovo progetto politico, galeotto sarà il libro, dopo l’esperimento non proprio fortunatissimo della televisione. I suoi documentari sulla storia di Firenze non hanno certo fatto il boom di ascolti, né impallidire la famiglia Angela.

La scelta di affidare al libro “Un’altra strada” il nuovo manifesto politico, rappresenta un po’ un ritorno al passato, in controtendenza con la politica dei social. Non che Renzi non abbia cercato di attingervi a pieni mani. Ma con risultati senz’altro più scarsi rispetto ai suoi competitor. Anzi, come lui stesso scrive, puntò tutto su twitter, nel momento in cui era cominciata la crisi di questo social.

Sia tra alcuni estratti del libro, che nelle dichiarazioni di oggi, non mancano stoccate al governo giallo-verde. Entrambe le componenti governative vengono accusate di aver fatto un uso illecito di internet, non solo persuasivo ma anche calunniatorio. A tal riguardo l’ex premier invoca una Commissione parlamentare che possa esaminare l’operato di Lega e 5 Stelle in Campagna Elettorale.

Ma è soprattutto contro il Ministro dell’Interno Salvini, che Renzi si scaglia. In un passaggio de “Un’altra strada”, lo definisce un influencer pagato con soldi pubblici, <<una Chiara Ferragni che non ce l’ha fatta>>. Non si è ovviamente fatta attendere la risposta del vice premier. Ha reso noto che leggerà il libro qualora lo ricevesse in dono, ma che non è intenzionato a spendere un solo euro per esso.

Insomma, Renzi torna a mostrarsi sulla scena e a punzecchiare gli avversari politici. Pare quindi che il periodo di riflessione dopo la scoppola elettorale sia terminato. L’ex premier crede che siano giunti i tempi in cui recuperare terreno e riguadagnare il favore degli elettori. Le analisi che ha effettuato le ha riversate nel libro, insieme alle sue strategie ed alle sue proposte. L’autocritica invece no, quella ancora manca.

Antonio Villella

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