Riforma della scuola di infanzia:novità e molti punti oscuri

Tutti i dettagli della nuova riforma della scuola di infanzia

Con la delega che riforma la scuola d’infanzia è prevista la nascita di un sistema integrato di istruzione fino ai sei anni. Molti i punti oscuri.

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Con la delega che riforma la scuola d’infanzia è prevista la nascita di un sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino ai sei anni. L’obiettivo del Governo è creare un nuovo sistema d’istruzione per quella che probabilmente è la fase più delicata della crescita di un bambino.

A tal proposito il Governo ha creato un nuovo progetto integrato per i bambini nella fascia d’età 0-6 con lo scopo di garantire pari opportunità di educazione, istruzione, cura, relazione e gioco.

Il nuovo sistema si suddivide:servizi educativi per l’infanzia, articolati in: nido e micronido; servizi integrativi; sezioni primavera e scuole dell’infanzia statali e paritarie.

Nel nido e nei micronido saranno accolti i bambini tra i 3 e i 36 mesi, mentre le sezioni primavera favoriscono la continuità del percorso educativo ai bambini dai 24 ai 36 mesi.

Infine, la scuola d’infanzia, alla quale si possono iscrivere i bambini di età compresa tra i 3 e i 6 anni, opera in continuità con i servizi educativi per l’infanzia.

I servizi in questione sono quei servizi che concorrono alla cura e all’educazione dei bambini in modo “flessibile” e “diversificato”. Ad esempio, sono servizi integrativi:

centri per bambini e famiglie nei quali i figli sono accolti solamente in presenza di un adulto accompagnatore. Si tratta di un contesto specializzato per esperienze di socializzazione, gioco e apprendimento;
spazi di gioco in cui sono accolti i bambini dai 12 ai 36 mesi di età, affiancati da uno o più educatori in modo continuativo. Questi spazi non prevedono il servizio di mensa e consentono una frequenza non superiore alle 5 ore giornaliere;

La riforma prevede una generalizzazione della scuola dell’infanzia tramite l’introduzione dell’obbligo della qualifica universitaria e della formazione continua per il personale dei servizi educativi per l’infanzia.

Nel dettaglio, per insegnare nei nido e micronido è richiesta la laurea triennale in Scienze dell’educazione (classe L19), mentre per le scuole dell’infanzia resta l’obbligo della laurea quinquennale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria.

Inoltre, sono stati ridefiniti gli standard strutturali e organizzativi in base alle diverse tipologie d’età e agli orari di servizio.

Nel contempo sono stati ridefiniti anche i compiti e le funzioni delle Regioni e degli Enti Locali, in modo da migliorare la ricettività dei servizi educativi.

Lo Stato svolge le funzioni di:indirizzo e coordinamento;assegnazione delle risorse;promozione di azioni mirate alla formazione del personale;monitoraggio;definisce gli orientamenti educativi nazionali per i servizi educativi per l’infanzia sulla base delle Linee guida pedagogiche in coerenza con le Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione.

Le funzioni delle Regioni, invece, sono:programmazione delle attività del sistema integrato secondo le specifiche esigenze territoriali;definizione delle linee d’intervento per il supporto al personale;promozione dei coordinamenti pedagogici territoriali;sviluppo del sistema informativo regionale.

Ecco quali sono le altre novità sulle quali si muoverà la riforma della scuola d’infanzia:

Esclusione dei servizi educativi per l’infanzia e delle scuole dell’infanzia dai servizi a domanda individuale;
Stabilita una quota necessaria per il raggiungimento dei livelli essenziali d’istruzione nel progetto integrato 0-6.
Al finanziamento di questo progetto prenderà parte lo Stato con la gestione diretta delle scuole d’infanzia, e le Regioni e gli Enti Locali attraverso la compartecipazione della famiglie che usufruiranno del servizio;
Per la copertura dei posti della scuola d’infanzia per il sistema integrato il governo si avvarrà della graduatoria ad esaurimento per il medesimo grado d’istruzione.

La riforma prevede una generalizzazione della scuola dell’infanzia tramite l’introduzione dell’obbligo della qualifica universitaria e della formazione continua per il personale dei servizi educativi per l’infanzia e della scuola d’infanzia.



Nel dettaglio, per insegnare nei nido e micronido è richiesta la laurea triennale in Scienze dell’educazione (classe L19), mentre per le scuole dell’infanzia resta l’obbligo della laurea quinquennale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria.

Inoltre, sono stati ridefiniti gli standard strutturali e organizzativi in base alle diverse tipologie d’età e agli orari di servizio. Ci sono anche dei tempi in cui sarà prevista la compresenza del personale dei servizi educativi dell’infanzia e dei docenti della scuola d’infanzia.

Per l’istituzione di questo progetto il Governo si occuperà della promozione della costituzione di poli per l’infanzia per bambini di fascia d’età 0-6. Questi poli saranno aggregati alle scuole primarie o agli istituti comprensivi.

Per sostenere questo progetto verrà istituita una nuova commissione con compiti consultivi e propositivi (Commissione per il Sistema integrato di educazione e di istruzione).

Con l’introduzione della riforma gli istituti per i bambini di età 0-3 non saranno più una misura di welfare, ma saranno integrati in un progetto più ampio. In particolare, l’asilo nido sarà il primo ingresso nel percorso di educazione ed istruzione che proseguirà per tutta la vita del bambino.

Anna Rahinò

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