Rinvio Brexit, il Parlamento inglese non trova l’accordo sull’uscita dall’Ue

Il 29 marzo 2019 l'Inghilterra dovrebbe essere fuori dall'Unione Europea

Con il rinvio Brexit, gli inglesi potrebbero votare alle elezioni politiche Ue di maggio 2019

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Dopo il referendum, si è stabilita la data del 29 marzo 2019 per rendere effettiva la Brexit ma Theresa May non è ancora riuscita, ad oggi, a far approvare in Parlamento il piano d’uscita, concordato a novembre 2018 con i partner europei.

L’ipotesi di rinvio Brexit sta prendendo realmente forma, dopo che il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, ha affermato oggi che l’Unione Europea sarebbe comprensiva nel caso di un rinvio, quale scelta responsabile e prudente. In occasione del vertice Ue-Lega Araba a Sharm El Sheikh, durante una conferenza stampa, i giornalisti hanno chiesto a che punto fosse il divorzio Ue-Regno Unito e Tusk  ha dichiarato che concedere il rinvio Brexit sarebbe una soluzione razionale, per evitare l’uscita senza accordo

May fiduciosa sul 29 marzo

Donald Tusk ha anche aggiunto, però, che Theresa May  si dice fiduciosa di poter ancora evitare lo scenario del rinvio Brexit. Tuttavia la data del 29 marzo che sancirebbe ufficialmente l’uscita della Gran Bretagna è ormai molto vicina e il Parlamento inglese non riesce a trovare l’accordo sul testo d’uscita. Tanto più che la premier ha specificato, proprio oggi, che non ci saranno decisioni risolutive in questa settimana e che bisognerà aspettare almeno fino al 12 marzo, perché la Camera vagli un  nuovo piano d’uscita.



Rinvio Brexit fino al 2021?

Il Guardian riferisce che l’Unione europea stia pensando di posticipare il termine dei trattati fino al 2021, per evitare il pericolo di una Brexit No deal. L’uscita senza accordo avrebbe, infatti, conseguenze troppo negative per le aziende e gli investitori britannici e di rimando per tutta l’economia europea, di cui il Regno Unito continuerà a essere uno dei protagonisti. I cittadini inglesi si trovano in un pericoloso limbo sia dal punto di vista economico e politico che sociale e, se il rinvio Brexit dovesse diventare effettivo, a questa fase di transizione improduttiva si aggiungerebbe il dispendio di risorse della partecipazione alle elezioni politiche Ue di maggio 2019.

Francesca Luziatelli

 

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