Il Rover Opportunity in pensione dopo quattordici anni

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Il rover Opportunity ha concluso la sua missione su Marte dopo circa quattordici anni di onorata carriera e di esplorazione spaziale.

Il rover Opportunity ha ufficialmente terminato la sua missione. Il robot era stato inviato su Marte il 25 gennaio 2005, appena tre settimane dopo Spirit, il rover gemello. Le due creazioni della migliore ingegneria spaziale sono atterrate sui due lati opposti del pianeta rosso con lo scopo di raccogliere e inviare dati agli scienziati della NASA sulla Terra.

Le informazioni che il rover Opportunity ha trasmesso alla NASA sono state numerose e molto importanti. Grazie al suo operato è stato possibile ipotizzare la presenza di acqua su Marte. Infatti tra i campioni roccia fotografati e analizzati è risultato essere presente anche l’ematite, un tipo di minerale che normalmente si forma in presenza di acqua.

Alla stregua delle grandi esplorazioni terrestri, il rover Opportunity ne ha passate di avventure e disavventure. Percorrendo più di 40 km tra crateri e tempeste di sabbia l’esploratore meccanico ha perseguito la propria missione raccogliendo dati, campioni e immagini.

Testimone di un paesaggio ostile e affascinante

Sfortunatamente nel 2018 si erano persi i contatti con il rover Opportunity in seguito ad una tempesta di sabbia che aveva impedito al robot di ricariche le proprie batterie solari per diversi mesi. A causa di questa disavventura, in molti già presagivano il peggio. Tuttavia gli scienziati, anche se dispiaciuti, si sono dichiarati soddisfatti sia per via della durata della missione (circa quattordici anni) che della quantità e dell’importanza dei dati raccolti.

Insomma, Opportunity ha svolto un grande servizio alla scienza ma alla fine ha dovuto cedere e, per questo motivo, la missione è stata dichiarata conclusa. Ad ufficializzare la notizia è stato il responsabile scientifico della NASA, Thomas Zuburchen, durante la conferenza stampa che si è tenuta a Pasadena (California). Si sono uniti in questa sorta di cordoglio gli ingegneri della NASA e il capo progetto John Callas, il quale ha dichiarato della consapevolezza che la missione prima o poi sarebbe terminata, ma che nessuno si sarebbe aspettato che durasse così tanto (originariamente doveva durare tre mesi).

Anche se il rover Opportunity ha smesso di funzionare, ha dato il proprio contributo alle esplorazioni spaziali. Ora spetta ai futuri macchinari e, chissà, prima o poi qualche astronauta a portare avanti l’esplorazione marziana. Non resta che restare con il naso puntato all’insù, a guardare e sognare nuove frontiere.

Emmanuele Occhipinti

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