Sinar Harian e l’Indovina chi dei pregiudizi

E' malese l’elenco puntato dell’omosessualità

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E’ un kit sfacciatamente prêt-à-porter quello pubblicato qualche giorno fa sulla rivista “Sinar Harian”, una tra le più importanti tra le carte stampate del  territorio malese.

..L’articolo, un asettico elenco puntato che riporta per filo e per segno tutte le qualità del perfetto profilo omosessuale ha scatenato l’ira funesta degli attivisti malesi.

 

Le caratteristiche sia per gli uomini che per le donne appaiono subito ben chiare e definite.

Per gli uomini, più facili da individuare, basterebbe avere la barba, vestire attillato e amare la palestra, habitat ideale per “ammirare” i potenziali partner.

Per le donne invece è necessario concentrarsi su chi “odia gli uomini e adora sminuirli”e chi preferisce stare da sola.

Il pezzo è seguito dall’intervista al predicatore Hanafiah Malik il quale valuta ”l’aumento del numero di persone omosessuali come tendenza da fermare urgentemente”.

L’omosessualità in Malesia 

La Malesia, che considera tutt’ora l’omosessualità un reato punibile con la reclusione fino a vent’anni, vanta ancora un codice penale d’età pre-coloniale. Qui, le preferenze sessuali vengono classificate nei cosiddetti “reati innaturali” pari al rapporto con minori o animali.

Sul groppone uno storico di violenze e barbarie omofobe come quella accaduta nel 2017 al diciottenne T Nhaveen. Picchiato a sangue e arso vivo dai suoi compagni di classe perché additato come “travestito”.

Un trascorso quello malese che vede nello stato il suo più grande porta voce. Tristemente  nota la richiesta del Ministro dell’interno alla Disney di cancellare una scena gay da quattro minuti dal remake de “La bella e la bestia” perché potenzialmente dannosa per gli spettatori più piccoli.

Ma non finisce qui solo a luglio dell’anno scorso il Ministero della salute ha indetto un concorso ufficiale con un montepremi da 4 mila ringgit (circa 800 euro) per il miglior video capace di “Prevenire e curare l’omosessualità.

Un’iniziativa questa che vanta le migliori intenzioni di stimolare la creatività dei giovani e sensibilizzare i cittadini ad uno stile di vita sano. Peccato per quel piccolo particolare della discriminazione sessuale.

 

 

La rabbia degli attivisti

L’articolo, ennesimo atto di privazione della dignità e della libertà umana, è stato epicentro di una fervente discussione popolare. Anche Arwin Kumar, un celebre e seguitissimo Youtuber ha manifestato attraverso un video (che ha raggiunto le 200 mila visualizzazioni in due giorni), tutto il suo disappunto.




Nella registrazione il ragazzo ridicolizzando il contenuto dell’articolo e pensando alle sue conseguenze afferma:

“Se davvero volete educare la società spiegate i tratti distintivi di pedofili, molestatori, omicidi, sequestratori, persone che davvero mettono in pericolo le vite altrui. Come diavolo fa un gay a mettere in pericolo la tua vita?”. 

L’esposizione e le ripercussioni violente che potrebbero scaturire da queste righe sono la principale preoccupazione per gli attivisti malesi. Una preoccupazione reale visti i precedenti, per questa pubblica guida all’isolamento che oscura l’integrità umana per l’unica colpa di amarsi e amare.

Monica Bertoldo

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