Gli Stati Uniti dietro le sbarre

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Nel mondo sono circa nove milioni le persone che vivono in istituti carcerari, il 25% di queste sono situate negli Stati Uniti.

Gli Stati Uniti d’America, fin dagli albori della loro indipendenza, si sono innalzati al di sopra degli altri Paesi primeggiando in vari ambiti, da quello economico a quello militare; ma quando si parla di carceri il primato spetta, senza dubbio, a loro.

Dalle ricerche risulta che circa un adulto su cento, in America, si trova in prigione, oltre due milioni di persone si trovano dietro le sbarre.
Ma a cosa è dovuta una situazione del genere? Perché ci sono così tanti detenuti in un Paese che da sempre ha rappresentato un “sogno” agli occhi del mondo?

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Stati Uniti e le prigioni

Probabilmente, anche se le grandi porte del successo sono, almeno potenzialmente, aperte a tutti, servono determinati requisiti per poter varcarne la soglia. Come spiegava Robert K. Merton, sociologo statunitense che ha condotto numerosi studi sulla devianza (in particolare quella americana), all’interno di una società si creano determinati obbiettivi a cui più o meno tutti aspirano, ma non tutti hanno i mezzi, considerati legittimi e dunque legali, per poter raggiungere tali fini.
Per raggiungere un certo tipo di successo l’istruzione risulta essenziale, essa, a sua volta, richiede una certa base economica in grado di sostenere un percorso di studi medio-lungo; ed ecco il problema: chi appartiene ad un classe sociale meno abbiente probabilmente non ha i mezzi con cui ottenere il successo che tutti desiderano.

Questa teoria potrebbe anche spiegare il motivo per cui il 40% dei carcerati sono afroamericani, un dato sorprendente considerando che la popolazione nera non raggiunge il 15% dell’intera popolazione americana.
La condizione delle minoranze etniche in America è nota ormai in tutto il mondo: traffico di armi, droga e violenza regnano sovrane all’interno di questi gruppi essenzialmente isolati all’interno di una società assai poco equa.

Non bisogna però sottovalutare il fattore economico. Se nella logica generale si considerano le prigioni come un peso per la società, in quanto comportano ingenti spese, negli Usa la loro privatizzazione ha dato il via ad un vero e proprio business molto fruttuoso.
Se da una parte mantenere in vita questo infinito sistema penitenziario rappresenta un costo enorme che si aggira intorno ai 167  miliardi di dollari, dall’altra qualcuno riesce a guadagnare somme non indifferenti.

Se l’antico scopo del carcere era quello di punire rieducando la persona, oggi questa rieducazione è quasi nulla.
Le condizioni in cui vive la popolazione carceraria, non solo negli Stati Uniti, rendono pressoché impossibile un ritorno alla legalità e ai giusti valori.

Il carcere, così come è stato costituito, non rappresenta una soluzione concreta alla delinquenza e ai reati.

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