Ultime notizie sulla stella di Tabby: forse stavolta sveliamo il mistero

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Lo scorso ottobre ho scritto un articolo a proposito dell’ennesimo studio su KIC 8462852 altrimenti conosciuta come stella di Tabby dal nome di Tabetha Boyajian dell’università di Yale che l’ha scoperta, una stella appena più grande del nostro Sole che mostra delle fluttuazioni periodiche della sua luminosità che non siamo ancora riusciti a spiegare. Il punto dell’articolo era che lo studio ben lungi da proporre spiegazioni poneva invece nuovi interrogativi, la breaking news di queste ore è che è appena iniziato un nuovo evento, il che ha scatenato astronomi di tutto il mondo che hanno iniziato una corsa nel coordinarsi per raccogliere il maggior numero di dati possibili, col maggior numero di strumenti possibili, sperando che questa sia la volta buona per risolvere il mistero. Infatti quello che si sa di KIC 8462852 è basato essenzialmente su osservazioni provenienti da una sola fonte, il telescopio spaziale Kepler della NASA.





Uno sforzo congiunto per risolvere il mistero della stella di Tabby
Il primo a dare notizia del nuovo evento è stato l’astronomo Jason Wright della Pennsylvania State University in una videochat trasmessa in diretta su Youtube. Wright per una coincidenza si trovava però non nel suo luogo di lavoro ma in visita al SETI della Università di Berkeley.


La considero una curiosa coincidenza perchè il SETI ricerca la vita extraterrestre e la più fantasiosa (ed azzardata) teoria sul perchè delle diminuzioni periodiche di luminosità della stella di Tabby è che attorno alla stella una civiltà aliena potrebbe aver costruito una mega-struttura conosciuta come sfera di Dyson. Era qualche giorno che gli scienziati avevano l’impressione che qualcosa bollisse in pentola su KIC 8462852, ieri mattina alle 4 ora del Pacifico una telefonata proprio di Tabetha Boyajian ha buttato giù dal letto Wright con la conferma proveniente dall’osservatorio di Fairborn in Arizona di una diminuzione di visibilità del 3%, sembra poco ma non lo è, va ben oltre una normale fluttuazione e per gli astronomi è stata la conferma che starebbe davvero iniziando uno degli eventi che hanno reso la stella così famosa.
Tra gli istituti che si sono precipitati ad osservare ogni “mossa” di KIC 8462852 ci sono:





_ Il Green Bank Telescope in West Virginia, cioè il radiotelescopio orientabile più grande del mondo;
_ l’Automated Planet Finder presso il Lick Observatory che si trova vicino San Jose in California, questo è un telescopio ottico robotizzato;
_ lo Swift Gamma-Ray Burst Mission della NASA,  è invece un satellite che rileva raggi gamma, raggi x, ultravioletti e luce visibile;
_ l’osservatorio di Las Cumbres è in realtà un network che coordina telescopi ottici sparsi in tutto il mondo;
_ il già citato osservatorio di Fairborn in Arizona che osserva la luce visibile;
_ il Large Binocular Telescope anch’esso in Arizona che opera nel visibile e nel vicino infrarosso;
_ l’Hobby–Eberly in Texas, un altro telescopio ottico;
_ l’osservatorio MMT, ancora in Arizona, ancora un telescopio ottico;
_ i due telescopi dell’osservatorio Keck alle Hawaii, che operano su luce visibile e vicino infrarosso.
Una finestra di pochi giorni per raccogliere i dati
In base agli eventi precedenti gli scienziati sanno che il fenomeno potrebbe durare da meno di due giorni a circa una settimana, ovviamente stanno incrociando le dita perchè sia un evento significativo in modo da avere più dati e più tempo per raccoglierli a disposizione. Intanto possono congratularsi con se stessi per aver azzeccato la previsione a proposito del nuovo evento, sempre basandosi sullo storico delle osservazioni di Kepler avevano predetto un evento per Maggio 2017.

Roberto Todini

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