Stereotipi e pregiudizi: comprendere i primi per combattere i secondi

Stereotipi e pregiudizi fanno parte, a diversi livelli, della vita quotidiana. Per poter evitare i risvolti negativi di queste costruzioni mentali, è necessario conoscerli e distinguerli, così da poterli applicare senza cadere in giudizi affrettati.

Cosa sono gli stereotipi?

Stereotipi e pregiudizi, spesso confusi o utilizzati come sinonimi, sono in realtà concetti correlati ma differenti. Lo stereotipo – termine che nasce dal concetto tipografico di “impronta” – è una costruzione mentale utile ad interpretare la realtà.

Il cervello umano, infatti, affronta la grande mole di informazioni a cui è sottoposto semplificandole, creando degli schemi che riducano lo sforzo cognitivo necessario ad interpretare la realtà. Non sempre questi schemi sono del tutto corretti, ma sono funzionali nel rendere il mondo più semplice, interpretabile e prevedibile.

A questo servono gli stereotipi: selezionando in modo ripetitivo alcuni tratti riscontrati in una parte più o meno ampia di un gruppo sociale – ad esempio, la donna più incline alla cura degli altri rispetto all’uomo – si crea uno schema che aiuta a prevedere il comportamento di una persona appartenente a quel gruppo sociale.

Tuttavia, oltre a non essere preciso e corretto in tutti i casi, lo stereotipo, una volta consolidato, tende a rimanere invariato nel tempo. Il gruppo sociale a cui si riferisce potrebbe essere cambiato, ma lo stereotipo lo racconta sempre allo stesso modo, provocando un errore di valutazione.

In cosa differiscono i pregiudizi

Se lo stereotipo è dunque la base cognitiva di questo schema di interpretazione – la mente lo crea, cioè, per semplificare la comprensione dei dati –, il pregiudizio ne è la conseguenza valoriale.

In altre parole, ad uno stereotipo “pratico” viene dato un valore positivo o negativo – ad esempio, la puntualità degli svizzeri, caratteristica connotata in modo positivo –, al quale consegue una reazione emotiva. Un determinato gruppo sociale sarà dunque apprezzato o disprezzato in base alla percezione positiva o negativa che viene data agli stereotipi che lo riguardano.

Reinterpretare gli stereotipi per limitare i pregiudizi

Ne consegue che si possa apprezzare o disprezzare qualcuno (pregiudizio) in base ad uno schema inaccurato (stereotipo) che potrebbe inoltre essere anacronistico: molti di questi giudizi potrebbero così non avere più nemmeno un fondamento reale.

Come affrontarli allora? Negare in toto lo schema? Non esattamente.

Lo stereotipo contiene infatti un seme di verità: da qualche parte, in qualche tempo, quello stereotipo ha avuto origine da fatti reali. Negare completamente tale schema non farebbe altro che rafforzarlo – spesso in modo dispregiativo – nel momento in cui si dimostrasse nuovamente corretto.

Non resta quindi che smontare questi meccanismi, pezzo per pezzo. Anzitutto, scoprire l’origine dello stereotipo, così da determinare se sia ancora attuale o meno. Soprattutto, però, ricordare che si tratta di semplificazioni mentali sempre insufficienti per giudicare, in positivo o negativo, qualcuno.

 

Angelica Frigo

2 Thoughts

  1. Esatto,
    Cominciamo a smantellare lo stereotipo a Scuola, primo passo di esempio e istruzione delle nuove generazioni.
    Insegnanti donne in tutte le Scuole di ogni ordine e grado 87%, uomini solo 13%.
    Inseriamo le quote azzurre in modo tale da riequilibrare i docenti al 50/50
    Saluti.
    Lorenzo

    1. Gentile Lorenzo, purtroppo gli stereotipi fanno male a tutti: la soluzione ideale sarebbe non avere alcuna necessità di fissare quote, ma per questo ci sarà ancora molto da lavorare!

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