Support: le mani che sorreggono Venezia emergendo dalle acque del Canal Grande

L'opera di Lorenzo Quinn ha un'altezza di circa 9 metri

Durante la 57esima Biennale d’arte di Venezia, Lorenzo Quinn ha omaggiato la laguna della sua opera: Support. Quinn ha dichiarato: “Le mani hanno così tanto potere: il potere di amare e di odiare, di creare e di distruggere”. Una Venezia soggetta ai cambiamenti climatici ha oggi più che mai bisogno di sostegno. Dunque, l’opera risulta essere al posto giusto.

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Support è il nome dell’imponente scultura che si erge dalle acque del Canal Grande

La scultura rappresenta due mani che supportano Venezia contro i cambiamenti climatici

Durante la 57esima Biennale d’arte di Venezia, Lorenzo Quinn ha omaggiato la laguna della sua opera: Support. Quinn ha dichiarato: “Le mani hanno così tanto potere: il potere di amare e di odiare, di creare e di distruggere“. Una Venezia soggetta ai cambiamenti climatici ha oggi più che mai bisogno di sostegno. Dunque, l’opera risulta essere al posto giusto.



Support
Lorenzo Quinn scolpisce Support

Ca’ Sagredo nelle mani dello scultore italiano

Lorenzo Quinn, scultore classe ’66, ha disposto che la sua opera sorgesse in concomitanza all’hotel Ca’ Sagredo. Le mani che sorgono dall’acqua sembrano reggere la struttura. Allo stesso tempo, però, fanno emergere la fragilità immensa, celata dalle mura stesse. Patrocinato dal comune di Venezia, il progetto di Quinn è promosso dall’Halcyon Gallery di Londra. All’interno dell’hotel Ca’ Sagredo, sono esposte altre opere dello stesso artista. La scultura, inaugurata lo scorso sabato 13 maggio, sarà visibile fino al 26 novembre.

 




 

Lorenzo Quinn-This is not the game
Lorenzo Quinn-This is not the game

This is not the game: un altro successo

Lorenzo Quinn, però, non è nuovo a progetti del genere. Durante la 54esima Biennale, infatti, aveva presentato This is not the game. L’opera mostra, senza veli, quella che è la realtà odierna, di cui purtroppo la guerra fa parte. Aveva dichiarato: “Nell’osservare mio figlio che giocava sulla terrazza con dei soldatini e un carro armato di plastica, mi sono reso conto che i bambini cercano di emulare ciò che vedono nella vita quotidiana e che, purtroppo, le immagini di carri armati e di soldati dominano i mezzi di informazione. La guerra è diventata paurosamente familiare. Quasi lascia indifferente chi non vi è coinvolto e la può guardare dal comfort del proprio salotto. Vedo i leader mondiali usare i loro eserciti come fossero giocattoli che possono manovrare e distruggere con la stessa noncuranza di un ragazzino. Ma questo non è un gioco, queste sono persone vere e vere armi, e il risultato è tutt’altro che un gioco”.



Venezia oggi: la realtà dei fatti

Con la sua opera, Lorenzo Quinn, non ha fatto altro che rendere noto un pensiero che molti italiani hanno. Quale? La laguna rischia di sprofondare nelle stesse acque che l’hanno resa mondialmente nota. L’Unesco ha inserito Venezia tra i siti in pericolo. I cambiamenti climatici sono senza dubbio un problema, ma siamo davvero sicuri che sia il solo? Di anno in anno, i veneziani che vivono in città sono sempre meno. Questo è dovuto soprattutto a un turismo a dir poco soffocante. Un secondo problema è la potenza dei motori delle imbarcazioni che, innalzando le acque, danneggia gravemente le strutture circostanti.

Ci si chiede allora se Support non sia che una spinta alla riflessione.

Maria Giovanna Campagna

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