Torino, mi vuoi sposare?

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Studenti sparsi tra le vie di Torino. Affollano università, tram, treni, bar, biblioteche, piazze mentre la loro routine si dispiega tra momenti di folle spensieratezza e di timore che avvolge un futuro vago e incerto. Affascinanti palazzi, che nascondono curati dettagli architettonici irriconoscibili all’occhio di un affrettato passante distratto,  si affacciano sulle vie storiche di Torino rendendola incredibilmente elegante  e aggraziata. L’architettura racconta ai suoi turisti della storia di Torino ma anche di quella italiana, da Palazzo Carignano, che fu sede del Parlamento italiano dall’Unità d’Italia al 1865, a Palazzo Madama abitato dalle duchesse reggenti e, per citarne un altro, Palazzo Benso Cavour, ex dimora dell’omonimo statista. Portici imponenti ed eleganti, specchi sulle vetrine degli antichi caffè rococò, pavimentazione squadrata e marmorea che dona limpidezza. La punta della mole spunta da tutte le angolazioni di Via Po’e si fa seguire da occhi curiosi fino ad  essere scovata del tutto.

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Se Torino fosse una donna, sarebbe raffinata e non scontata, ricca di charm e bon-ton , vestita anni ’20, un po’alla garçonne, seria all’ occorrenza, stravagante e libertina.Il filosofo Nietzsche, che nel suo appartamento di via Carlo Alberto numero 6 scrisse la sua opera più famosa, si affezionò a Torino e così la lodava: “Ma che dignitosa e severa città! Meravigliosa limpidezza, colori d’autunno, uno squisito senso di benessere diffuso su tutte le cose”.

Città magica, esoterica, occulta, incontro di misteriose energie che si concentrano in punti strategici, dove si trovano monumenti simbolo della città ma anche tanti giovani che la sera sono pieni di vitalità e non mancano all’appuntamento nel loro locale preferito di Piazza Vittorio, dei Murazzi o del Quadrilatero. A proposito di leggerezza, non possiamo dimenticare San Salvario, quartiere che accoglie posticini deliziosi e stravaganti, luogo ideale per trascorrere una serata insolita e piacevole.

La città di Torino, granata o bianco nera, come volete voi, si fa anche ammirare dall’alto, come in una cartolina, da Superga o dal monte dei Cappuccini. Senza allontanarsi molto, proseguendo per il lungo Po’ Armando Diaz, sembra poi di ritrovarsi in un quadro di Puntinisti ma anziché essere ambientato sulla Senna ci troviamo sul Po’. Parte della sponda del fiume ospita il Parco del Valentino con i suoi numerosi scorci dove è possibile godere di una meravigliosa natura e ammirare canottieri che passano veloci.

Torino non si può fare altro che amarla, è un luogo per tutti, capace di offrire alternative valide a qualsiasi tipo di pubblico, senza deludere mai nemmeno i suoi abitanti così orgogliosi di viverla.

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