Dalla locomotiva al gommone, TvBoy omaggia Francesco Guccini

A Bologna, a pochi passi da via Paolo Fabbri 43 ha fatto la sua comparsa il nuovo murale di TvBoy dedicato al cantautore di Pavana.

Fonte: wikipedia.org
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“Bologna è una vecchia signora dai fianchi un po’ molli, col seno sul piano padano ed il culo sui colli. Bologna capace d’amore, Bologna ombelico di tutto che sa quel che conta e che vale, che calcola il giusto la vita, e che sa stare in piedi per quanto colpita”.

Con queste parole di Francesco Guccini, che sono un vero e proprio inno a una Bologna “in odor di passato”, costruiamo un contorno al nuovo murales comparso nelle vie del centro bolognese.

Il murales è ovviamente dedicato a Francesco Guccini, cantautore modenese che ha vissuto gran parte della sua vita proprio a Bologna.

L’artista che l’ha realizzato si chiama TvBoy, celebre per il murales ritraente il bacio tra Salvini e Di Maio.

Il murales, comparso all’angolo tra via Sabbatucci e via Libia, ritrae Francesco Guccini in mezzo al mare su un gommone arancione simile a quelli usati dai migranti per attraversare il Mediterraneo. Insieme a lui viaggiano 13 “colleghi cantautori”: Ligabue, Manuel Agnelli, Malika Ayane, Samuele Bersani, Brunori Sas, Luca Carboni, Carmen Consoli, Elisa, Francesco Gabbani, Giuliano Sangiorgi, Margherita Vicario e Nina Zilli. Questi saranno infatti i cantanti ospiti del nuovo disco firmato Francesco Guccini.

Francesco Guccini
Guccini, davanti al “suo” murales, in compagnia di Tv Boy e il produttore discografico Mauro Pagani. (fonte: ansa.it)

L’opera d’arte urbana, commissionata dalla casa discografica Bmg,coi permessi del Comune, rappresenta un buon veicolo di marketing per il nuovo disco di Francesco Guccini “Note di Viaggio – Capitolo 1: venite avanti…”, in uscita il 15 novembre.

L’album “Note di Viaggio” sarà diviso in due uscite e conterrà brani di Guccini reinterpretati dai cantanti ritratti sul murales.

Il “letargo” artistico di Francesco Guccini ha una fine

Dal 2012, anno di uscita del suo ultimo disco, “L’Ultima Thule”, Francesco Guccini non ha più fatto uscire nuovi album. È stata questa una forte presa di posizione da parte del cantautore modenese, soprattutto se considerato lo stakanovismo creativo che lambisce il mondo discografico odierno.  Guccini, per dirla con le sue canzoni, è “sempre qui a viversi addosso” i suoi giorni ed ha “per unico rimorso le occasioni” che ha perduto.

 

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Nel momento in cui l’Arte, qualsiasi forma d’arte, riesce a farci riflettere sulla drammaticità degli eventi che stanno segnando il nostro tempo, questa ha raggiunto il suo scopo più alto. Ecco, è difficile spiegare a parole l’emozione del poter dare forma e colore, al nuovo progetto musicale di quello che considero un Gigante della Musica italiana come Guccini. Una barca in mezzo al mare che riunisce tanti Grandi Artisti, ma che alla fine riunisce tutti noi. Ringrazio Edoardo Tozzi e tutto il team BMG e il mio Manager Angelo Casa per aver reso possibile tutto questo a Bologna, a pochi metri dal quel 43 di via Paolo Fabbri. Viva la Musica, viva la Street Art, viva l’Arte. 🙏🏻 Mauro Pagani, @gucciniofficial , @bmgitaly @nubifilmstudio e tutti gli artisti coinvolti : @aew.manuelagnelli, @damalikessa, @samuelebersaniofficial, @brunorisas, @lucacarboniofficial, @carmenconsolimusic, @elisatoffoli, @francescogabbani, @ligabue_official, @giulianosangiorgi_official , @margheritavicario , @ninazilliofficial . #tvboy #bologna #guccini #veniteavanti #streetart

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“E il cuore di simboli pieno”

A pensarci bene, il luogo in cui TvBoy ha dipinto il murales non è casuale. Ha una forte valenza simbolica. Innanzitutto, via Libia è il quartier generale di molte associazioni di promozione sociale. Secondariamente, il murales si situa nelle vicinanze di quella via Paolo Fabbri 43, titolo di un album e di una canzone di Guccini, nonché indirizzo della sua abitazione ai tempi in cui viveva a Bologna.

Sebbene Guccini soffra un po’ la reputazione da cantautore politicamente impegnato, quest’ultimo atto di promozione al nuovo disco ha qualche sfumatura politica. O, se preferiamo, sociale. Il gommone arancione non lascia dubbi di sorta. D’altronde, Guccini già nel 1981 si domandava “che importa a questo mare essere azzurro o verde?”: il mare è totalmente indifferente agli schieramenti politici. Ciò che conta è l’uomo per l’altro uomo.

Turisti del vuoto, esploratori di nessuno”.

Permane nell’opera di Guccini quasi un inno all’empatia umana, lasciata cadere ormai sotto un metro e mezzo di utilitaristica indifferenza .

La nostra “vita cade in altra vita” e “non si può fare a meno di altre vite, anche rubate” mentre “scrutiamo le case abbandonate chiedendoci che vita le abitava, perché la nostra è sufficiente appena e ne mescoliamo inconsciamente il senso”. E sempre con le parole di Guccini, “siamo gli attori ingenui su una scena di un palcoscenico misterioso e immenso”.

Le interviste degli altri cantanti

Nei giorni scorsi sono uscite, ma ne usciranno nei prossimi di nuove, le interviste degli autori coinvolti nella reinterpretazione delle canzoni più famose del Guccio.

In una di queste, Ligabue ha detto la sua:

“C’è una cosa di Francesco che è evidente ed è che ha una forte natura malinconica. ‘Incontro’ è una canzone che ha scritto quando aveva poco più di trent’anni in cui dice: ‘La tristezza poi ci avvolse come miele per il tempo scivolato su noi due‘, che sono robe che dici a 50 o 60 anni, non a 30. Ma a me piace ricordare una parte di lui meno evidente: lui sa fare anche molto ridere, e ha tutt’ora una parte giocosa”.

E qui, Ligabue fornisce come esempio l’album di Guccini intitolato “Opera buffa”, in cui compaiono canzoni come “La Genesi” a forti tonalità umoristiche.

Giuliano Sangiorgi, invece: “Francesco Guccini rappresenta il miglior cantautorato della nostra Italia, un’isola felice incredibile da cui attingere emozioni. Le sue canzoni sono Stelle, riferimenti per non perdersi ed in questo momento ne abbiamo bisogno. Abbiamo bisogno di Francesco anche a livello ideologico perché l’ideologia sta morendo. Abbiamo allora tutti il dovere di seguire queste stelle”.

La locomotiva di Guccini non si è ancora spenta

Anche se qui, mi sia permesso di fare una precisazione: Guccini non vuole essere un riferimento ideologico o politico, lo ha detto nelle sue canzoni e lo continua a dire tuttora quando intervistato. La sua è una poetica incentrata sulla malinconia del tempo, sulla nostalgia “dell’età che si involae sulla quotidianità.

Per concludere, la locomotiva di Guccini continua a correre per le vie del mondo, demolendo al suo passaggio le fedi vuote fatte di abitudine e paura. E, malgrado l’età, corre, corre, corre sempre più forte.

Axel Sintoni

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