Le vittime di Macerata: le storie di chi ha incrociato il fuoco di Luca Traini

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La strage di Macerata- le vittime di Luca Traini

Pamela Mastropietro, Luca Traini e “gli immigrati”. Sono questi i nomi che sentiamo in questi giorni ai telegiornali. Lei è la ragazza diciottenne portata via troppo presto da questo mondo, dove esistono persone come lui, Luca Traini, che inneggiando al patriottismo, con una bandiera sulle spalle e una pistola in mano commettono stragi. Loro, gli immigrati, sono quelli che devono andare via dal nostro paese, perché rubano il lavoro agli italiani e violentano le ragazzine. Ma dietro questa facciata di un’Italia ancora troppo razzista per essere nell’epoca della globalizzazione, ci sono storie di ragazzi come noi.

Le vittime delle pallottole infuriate di Luca Traini che hanno fatto parlare di questa tragedia persino all’estero, sono tutti giovani tra i 20 e i 30 anni, anche loro con sogni e speranze sparati via dal razzismo.

Wilson Kofi e Omar Fadera, di 20 e 23 anni, scappati dalla guerra. Rispettivamente del Ghana e del Gambia hanno incontrato sulla loro strada Traini. Non sono in gravi condizioni al contrario di Mahamadou Toure28 anni. Il giovane del Mali è ricoverato in rianimazione. Il suo ematoma al fegato potrebbe portarlo incontro alla morte.




Tra le altre vittime ci sono Gideon Azeke,25 anni, Festus Omagbon, 32 e Jennifer Odion l’unica donna ferita della sparatoria. Tutti e tre sono della Nigeria. Festus aveva appena iniziato a lavorare come operaio carrellista ma la sua lesione vascolare al braccio destro potrebbe stroncare il suo sogno.  Gideon parla solo inglese e non si capacita di come sia potuto succedere e vorrebbe porre a Traini una sola domanda “perché lo ha fatto e cosa ha contro di me”. Era alla fermata dell’autobus quando una macchina con un uomo dentro ha iniziato a sputare fuori pallottole.

30 colpi di pistola che hanno ferito le sei persone, tra cui lui e la sua fidanzata Jennifer. La giovane donna con gli occhi colmi di paura si esprime dicendo che “La ferita che mi fa piangere non si vede, non è quella che ho sul corpo, dentro sto molto peggio di come possa apparire esternamente”.

Cosa hanno in comune le vittime di Luca Traini? Sono tutti immigrati, provenienti dall’Africa sub-sahariana. Tutti in fuga dalla guerra, dalla povertà e dalla miseria per venire in Italia e rischiare di morire. Perché siamo in un paese ancora così ancorato alle concezioni del fascismo e del razzismo, che se ne fa di tutta l’erba un fascio. Ed automaticamente anche se nessuno di loro aveva a che fare con la morte di Pamela, erano comunque tutti colpevoli.

 Rosiello Silvia

 

 

 

 

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