Afantasia: lo sapevi che molte persone non riescono ad immaginare?

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L’afantasia (aphantasia) è una condizione psicologica nella quale non è possibile fabbricare immagini di fantasia. Molti di noi hanno la facoltà di immaginare, ovvero di produrre immagini mentali in maniera automatica e istintiva, spinti semplicemente dal desiderio di creare idee, oggetti e persone nella mente. La parola a-phantasia significa letteralmente “senza-fantasia”.

Provate per esempio ad immaginare un elefante con le ali e un vestitino azzurro a pois, ci riuscite? O provate ad immaginare di volare nel cielo azzurro guardando in basso a voi una stupenda vallata verde. Magari proviamo con qualcosa di ancora più semplice: siete sdraiati su una spiaggia e qualcuno suona la chitarra accanto a voi. Se non ci riuscite è probabile facciate parte del circa 3-5% di popolazione affetta dall’afantasia. Non è detto che però tu non sia un prodigioso musicista, inventore o autore!

Cosa dicono gli esperti?

Il primo studio sulla afantasia è stato condotto nel 1980 dallo studioso poliedrico Francis Galton. Scrisse al riguardo un articolo sull’immaginario mentale, notando che le persone riuscivano ad immaginare con livelli di nitidezza differenti e che addirittura qualcuno non riusciva ad elaborare immagini visive.

La condizione è ancora in gran parte non studiata e rimane poco conosciuta, sebbene siano in corso ulteriori ricerche.

Adam Zemam, neurologo e neuropsicologo del dipartimento di neuroscienze cognitive umane presso l’Università di Exeter (Inghilterra) ne riprende lo studio nel nuovo millennio e scrive un articolo pubblicato sul blog Eye’s Mind. Il professore conia il termine “afantasia” e raggiunge i primi risultati scientifici basandosi sui dati di 2400 partecipanti. Inoltre organizza seminari sull’immaginario nei quali partecipa anche Edwin Catmull, il presidente della Pixar Disney, anche lui stesso affetto da afantasia.

Nella rivista Cortex pubblicata da Elsevier il dott. Zemem afferma che questo disturbo, se così si può chiamare, è congenito oppure conseguente ad interventi chirurgici o patologie pregresse. Ad ogni modo sono necessarie ulteriori ricerche per approfondire questa condizione psicologia e in un’intervista radiofonica con la BBC dichiara che l’afantasia è:

un’affascinante variazione dell’esperienza umana piuttosto che un disturbo medico




http://https://www.youtube.com/watch?v=79qQxGI6CKE

Potete consultare l’Aphantasia Network e fare il quiz per capire quanto è vivida la vostra immaginazione. Oppure allenare la vostra fantasia partecipando a delle challenge creative.

 

Cristina Meli

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2 Thoughts

  1. E’ sicuramente interessante.
    Mia madre, pianista, dice di non aver mai sentito l’impulso di comporre, creare qualcosa di suo.
    Per me la fantasia è un grande dono, è come avere le ali, ma bisogna incanalarla, portarla a concretizzare qualcosa, altrimenti temo che un sovraffollamento di idee rimaste in fase embrionale, possa essere addirittura nocivo.
    Molto bello e apprezzato questo tuo articolo, Cristina, esposto con la chiarezza e delicatezza consuete. Brava!!!!
    A rileggerti presto,
    Marina

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