Caffè pregiato prodotto da sterco animale: ma a che prezzo?

Alcuni dei caffè più pregiati al mondo vengono prodotti dagli escrementi animali, ma quali sono le condizioni negli allevamenti?

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Suonerà strano, ma diverse qualità di caffè pregiato vengono prodotte dalla lavorazione di sterco animale.

I chicchi, masticati e ingoiati, fermentano durante la digestione. Vengono, poi, raccolti dalle feci, fatti essiccare e infine tostati. Il risultato? Un caffè speziato e delicato da vendere ad ottantacinque euro a tazzina!

Ovviamente l’intero processo avviene sotto lo stretto controllo dell’uomo. Una volta scoperto l’affare, sono nati moltissimi allevamenti nei quali si alimentano gli animali a bacche di caffè per veicolare questo processo verso una produzione sicuramente redditizia. Peccato per gli animali, costretti ad ingerire quantitativi di caffè decisamente eccessivi per la loro dieta.

I due caffè più pregiati, e di conseguenza anche più costosi, al mondo sono prodotti dallo sterco di elefante e zibetto. Altre miscele altrettanto apprezzate, vengono invece estratte dopo la masticazione delle bacche da parte di alcune razze di pipistrelli e scimmie.

Vediamoli in ordine di costo:

Black Ivory Coffee

Si produce nel nord della Thailandia. I chicchi di qualità Arabica vengono ingeriti dagli elefanti e poi raccolti dalle loro feci. Il gusto deriva dall’azione degli enzimi digestivi degli elefanti, che rompono le proteine del caffè, e permettono di ottenere una bevanda meno amara al profumo di cacao, spezie, e tabacco con retrogusto di ciliegia sciroppata. I chicchi di Thai Arabica vengono mescolati al riso e alle banane e date in pasto agli elefanti. Il processo di digestione va dalle 15 alle 70 ore. Per ottenere un chilogrammo di Black Ivory occorrono circa 33  chili di chicchi. La miscela può arrivare a costare 900 euro al chilo.



Kopi Luwak

Coltivato principalmente in Indonesia, arriva a costare 700 euro al chilo (circa 12 euro a tazzina). I chicchi si estraggono dagli escrementi dello zibetto (o civetta delle palme), un animale notturno simile ad un roditore che si aggira nelle coltivazioni di caffè del Sud Est asiatico. Lo zibetto seleziona le bacche più mature, le mangia, e poi espelle la parte indigesta, che viene successivamente lavorata. La bevanda ha un gusto vellutato che richiama il cioccolato, priva di qualsiasi retrogusto amaro. Il caro prezzo di questa miscela, però, lo pagano proprio gli zibetti. Catturati nella foresta, rinchiusi in minuscole gabbie e alimentati forzatamente ed esclusivamente con chicchi di caffè (che in natura costituiscono una parte minima della loro dieta), vengono così privati della libertà. Di solito vengono liberati dopo tre anni di sfruttamento, ma spesso non sopravvivono dopo la prigionia.

 

Bat Coffee

Prodotto in Costarica, questo caffè pregiato deriva dal processo nutritivo dell’Artibeus Jamaicensis, una specie di pipistrello. L’animale lecca la mucillaggine ricca di zuccheri che si trova nei chicchi di caffè.

Quello che rimane della bacca, lasciato sulla pianta ed esposto al sole, viene raccolto e lavorato a mano per ottenere un caffè dal profumo fruttato e floreale. Il costo è di 300 euro al chilo.

 

Monkey Coffee

Si produce in India e Taiwan. Deriva dalla masticazione delle bacche più dolci da parte delle scimmie Rhesus, poi sputate sul terreno. I chicchi vengono raccolti, lavati, lavorati, asciugati e lasciati seccare fino a quando non raggiungono un colore grigiastro. Una volta tostati e macinati, danno vita ad un caffè molto dolce dal costo di 260 euro al chilo. La saliva delle scimmie provoca la disgregazione degli enzimi nei chicchi, modificandone l’aroma e regalandogli un profumo di noce, vaniglia e cioccolato.

 

Non tutte le specie animali citate subiscono dei trattamenti in allevamenti. Nel caso dei pipistrelli e delle scimmie, il caffè viene estratto dagli scarti della masticazione che avviene del tutto naturalmente. Stesso discorso per gli elefanti, che, per quanto controllati e monitorati, non vivono in condizioni particolarmente critiche.

Ma per lo zibetto la situazione è diversa e tutt’ora nociva per la specie. Lo scopo di questo massacro è produrre una bevanda che, seppur piacevole, non è un bene primario. Ma piuttosto uno status symbol.

Per certi versi, potrebbe persino apparire buffo: il caffè pregiato deriva dal di dietro di un animale. Ma il processo che porta a questa celebre produzione è tutt’altro che piacevole. E a pagarne il prezzo sono proprio questi animali.

Maria Luisa Ancona

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