Tracce del Covid-19 sui mezzi pubblici, ma non in tutta Italia

Sono risultati positivi 32 dei circa 750 test svolti dai Carabinieri del NAS per rilevare tracce del Covid-19 sulle superfici dei mezzi pubblici locali. La maggior parte di questi nel Lazio

L’Indagine

Il Covid-19 è presente in “Autobus, vagoni metro e ferroviari operanti su linee di trasporti pubblici di Roma, Viterbo, Rieti, Latina, Frosinone, Varese e Grosseto”. È ciò che risulta dall’indagine dei Nas, il Nucleo dei carabinieri che si occupa della tutela della salute, che ha lavorato congiuntamente al Ministero della Sanità guidato da Speranza. Su circa 750 campioni di superficie raccolti, 32 sono risultati positivi a materiale genetico riconducibile al virus, riporta Ansa.

Questo riscontro è probabilmente qualcosa che ci si aspettava, legato a falle nel processo di applicazione dei protocolli anti-covid sui mezzi. I Carabinieri hanno infatti rinvenuto irregolarità in 65 tra veicoli e stazioni controllate.

“Mancata esecuzione della sanificazione” e “omessa cartellonistica di informazione agli utenti” sono tra i motivi delle sanzioni, arrivate fino a circa 25.000 euro. Inefficienze che hanno portato al deferimento alle Autorità Giudiziarie di 4 responsabili delle aziende di trasporto, insieme a 62 responsabili per irregolarità amministrative.

Nel Lazio

La situazione peggiore è parsa essere quella del Lazio, con 28 casi di positività ai tamponi di superficie, 11 solo nella zona di Roma. Le reazioni non sono tardate ad arrivare. Atac, azienda dei trasporti nel comune di Roma, sottolinea come l’azienda assicuri la sanificazione a dipendenti e la sicurezza ai fruitori. Cotral, che si occupa dei trasporti in tutto il Lazio, ha precisato come i tre mezzi risultati “positivi” non fossero in servizio nel giorno delle ispezioni. 

Ancora una volta, dunque, nessuno si assume la responsabilità dell’accaduto.

Va specificato come la rilevazione dei tamponi di superficie non significhi effettiva “capacità di virulenza”. Ciò evidenzia con certezza, tuttavia, il transito di persone positive sui mezzi, nonché l’inefficienza delle misure di igienizzazione. Efficienza che sembra essere garantita quantomeno in alcune città italiane. A Napoli il centinaio di test effettuati è risultato negativo e le metropolitane, treni e stazioni di Milano e Torino sono risultate covid-free.

Le solite storie

Era pronosticabile, seppur evitabile, la presenza del Covid-19 sui mezzi pubblici nel mezzo di una pandemia. Non è accettabile tuttavia l’assenza, ad esempio, dei dispencer per il gel disinfettante, come la mancanza del rispetto della distanza minima di sicurezza. Quest’ultima imputabile a una mancata organizzazione e programmazione ormai risaputa nell’adeguamento del numero dei mezzi disponibili dopo il primo lockdown.

Ancora una volta mala gestione, cattiva organizzazione e mancata programmazione di enti pubblici e privati, grandi e piccoli, espongono a rischi il cittadino. Chi non ha altra scelta che usare i mezzi pubblici, oltre ad avere il dovere di rispettare tutte le norme, ha diritto ad una garanzia di una totale sicurezza. Quantomeno riguardo ciò che dipende strettamente dall’organizzazione delle aziende pubbliche e private. 

Emanuele DI Casola

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