Austria alle elezioni: chiusi i seggi alle 17, i primi exit poll

Gli exit poll dopo la chiusura dei seggi confermano i dati dei sondaggi. Kurz in testa, seguito dalla destra xenefoba e antieuropeista di Heinz-Christian Strache. Terzi i socialdemocratici uscenti di Kern

Fonte: European Western Balkans
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Gli exit poll

danno ragione ai sondaggi. I popolari di Sebastian Kurz sono al 30,5%. Al secondo posto, l’ultradestra islamofoba ed euroscettica di Heinz-Christian Strache, che si è assicurata il 26,8% dei voti. Terzi i socialdemocratici guidati dal cancelliere uscente, Christian Kern, al 26,2%. I verdi, i Neos e la lista di Peter Pilz si assestano rispettivamente al 4,7%, al 5,3% e al 4,3% (dati ansa). Ciò che si affievolisce è l’idea di una grande coalizione “arcobaleno” tra le forze di sinistra a guida Spoe. Ciò che si teme è una maggioranza al 57% tutta all’estrema destra. Tuttavia, prima di parlare di alleanze bisognerà aspettare i dati ufficiali non prima di martedì prossimo.

 

Sono circa 6,4 milioni gli elettori che oggi andranno a votare in Austria. I seggi chiuderanno per le 17, è quindi normale credere che i primi dati usciranno subito dopo. Per i dati ufficiali invece se ne parlerà più o meno nella prima metà della prossima settimana.

Sondaggi

È fin dalla metà di settembre che i sondaggi sulle elezioni politiche in Austria non lasciano spazio a dubbi e speculazioni. Si trovano infatti tutti d’accordo a segnalare il vantaggio del 31enne Sebastian Kurz che, con la sua vittoria, potrebbe diventare il più giovane premier europeo. Nello specifico i dati hanno visto l’Oevp di Kurz al 33%, la destra xenofoba del Fpoe di Heinz Christian Strache fra il 25 e il 27%, i socialdemocratici del cancelliere uscente Christian Kern fra il 23 e il 27% (dati ansa). Con la soglia di sbarramento al 4%, dubbi rimangono peri liberali del Neos, dati al 6%, e per i Verdi e la lista Pilz, al 5%.

 




Fonte: Turisti per Caso

 

Schieramenti

Il protagonista assoluto di queste elezioni resta il ministro degli esteri Kurz che in primavera ha assunto la leadership della Oevp (Partito Popolare Austriaco) ed è volato in prima posizione nei sondaggi estivi. La sua opera di ridefinizione delle linee generali del partito è passata per le vie del concetto di “rottamazione” (caro anche in Italia) e, ovviamente, dell’immancabile politica anti migratoria. Ma Kurz non si è limitato a fare propri dei motivi tipicamente attribuite alla destra nazionalista di Strache e del Fpoe (Partito delle Libertà Austriaco) che scherzando lo definisce non a torto il suo “primo fan”. Il giovane ministro si è impegnato anche a ridisegnare il proprio partito dandogli una connotazione prettamente personalistica.

 

 

Possibili alleanze

Il 51enne cancelliere uscente Kern, leader dei socialdemocratici della Spoe, resta uno dei principali avversari di Kurz anche se fortemente ridimensionato dai sondaggi. Nessuno dei candidati in ogni caso ha voluto alzare eccessivamente i toni durante la campagna elettorale. In un sistema proporzionale infatti, buona cosa è tentare di non chiudere le porte in faccia ai propri colleghi in parlamento per possibili alleanze e creazione di larghi schieramenti.

Alcune considerazioni

Non che servano, ormai pare che ci siamo abituati abbastanza. Il registro da qualche anno è sempre lo stesso. I partiti dell’ultradestra acquistano consensi mentre le branche democratiche appaiono stanche e insofferenti. Pratiche appurate sono l’accentramento in una sola persona delle linee guida del movimento e la strumentalizzazione di istanze nazionaliste per gonfiare il bacino di voti.

 

 

Giorgio Russo

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