Le “pietre d’inciampo” di Gunter Demnig in Italia, per non dimenticare l’orrore nazista

"Una persona viene dimenticata solo quando viene dimenticato il suo nome"

Fonte: diepresse.com
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Le deportazioni e lo sterminio degli Ebrei e di qualsiasi gruppo ritenuto “inferiore” dal delirio nazista sono pagine di storia che non si possono dimenticare. Un artista tedesco, Gunter Demnig, ha fatto del ricordo di tali atrocità il suo lavoro. Da più di vent’anni, infatti, gira l’Europa (e non solo) per apporre le sue “pietre d’inciampo“. Si tratta di piccole targhe d’ottone, della grandezza di un sampietrino, da incastonare nelle strade delle città. Su di esse vi è inciso il nome della persona caduta vittima del nazismo, data di nascita, luogo di deportazione e data di morte (se conosciuta). Vengono poi installate in corrispondenza della sua ultima abitazione o luogo di prigionia.

Un’iniziativa unica e da record

Quello delle pietre d’inciampo (Stolpersteine in tedesco) è un progetto che nasce nel 1993, quando Demnig per la prima volta le disegnò. Si trovava a Colonia, per un’installazione sulla deportazione di cittadini rom e sinti. Un’anziana signora obiettò che a Colonia non avevano mai abitato rom. L’artista allora decise di dedicare tutto il suo lavoro successivo alla ricerca e alla testimonianza dell’esistenza di cittadini scomparsi a seguito delle persecuzioni naziste: ebrei, politici, militari, rom e omosessuali. Nel 1996, l’artista posizionò la prima pietra a Berlino, senza permesso; fu legalizzata successivamente.




pietre d'inciampo
L’artista tedesco Gunter Demnig mentre installa una pietra d’inciampo

Da quel momento, le pietre d’inciampo si sono diffuse ovunque: fino all’anno scorso si contavano più di 61000 stolpersteine in circa 1200 posti in Europa. Numeri, questi, destinati ad aumentare: collegandosi sul sito dell’artista è possibile infatti consultare la sezione “timetable“, dove sono scritte le date e i luoghi delle prossime installazioni.

Grazie alla loro diffusione, le pietre d’inciampo costituiscono il memorial e il monumento decentralizzato più grande al mondo.

Nel mese di gennaio, Demnig sarà in Italia. Si era già precedentemente recato in alcune città italiane a portare le sue pietre, ma molti sono gli appuntamenti futuri. Per citarne alcuni, nuove pietre d’inciampo saranno collocate a Torino il 18 gennaio, a Milano il 20 e a Venezia il 22.

Chiunque può richiedere la realizzazione e l’installazione di una pietra al costo di 120 euro. Tutte le informazioni sono riportare nel sito apposito: www.stolpersteine.eu.

L’importanza del ricordo

Le pietre d’inciampo hanno una grande portata evocativa. Si tratta di piccole targhette, della misura di cm 10×10, proprio come un sampietrino. Riescono però a distinguersi da essi grazie alla loro facciata in ottone, che attira lo sguardo e fa dunque “inciampare” visivamente i passanti. Attraverso di esse, rimane vivo il ricordo e la storia della persona che abitava nei pressi della targhetta.

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Alcune pietre d’inciampo collocate ad Acqui Terme (AL)

Sono dei piccolissimi monumenti, ma con la grande ambizione di ricordare le vite delle vittime sempre, nella quotidianità di una passeggiata e non solo nell’eccezionalità di apposite commemorazioni. Sono un segno discreto, ma concreto della memoria di errori ed orrori del passato.

La grande dedizione di Gunter Demnig

L’artista berlinese gira l’Europa da più di vent’anni con la sua iniziativa. Armato di spatola e cemento e con il cappello che lo rende inconfondibile, colloca le pietre egli stesso. Il suo lavoro emoziona i discendenti delle vittime, che trovano in quel piccolo oggetto un grande ricordo. Come lo stesso Demnig ama ricordare, citando una frase del Talmud ebraico:

 

Una persona viene dimenticata solo quando viene dimenticato il suo nome.

Le pietre d’inciampo ci fanno ricordare e soprattutto riflettere. Nella giornata di ieri ho avuto il piacere di incontrare Demnig durante una delle sue installazioni, ad Acqui Terme (AL), e scambiare qualche parola con lui. Gli ho chiesto se secondo lui il mondo ha imparato davvero dagli errori del passato o se c’è ancora tanto da fare: secondo lui c’è ancora molto da imparare dalla storia. La speranza è che iniziative come questa possano appunto renderci consapevoli della nostra storia, i cui errori possono sembrare lontani negli anni, ma spesso sono molto più vicini di quanto pensiamo.

Ecco il video della mia breve chiacchierata con Gunter Demnig:

 

Rossella Micaletto

 

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