Il primo ufficio biofilico sorge a Milano: reinventare gli spazi post Covid

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Il primo ufficio biofilico del futuro sorgerà a Milano. Ad occuparsene il famoso studio giapponese Kengo Kuma and Associates, che ha presentato il progetto “WELCOME, FEELING AT WORK” alla Triennale di Milano. Sostenibilità e occupazione sono i temi chiave con cui verrà riqualificata l’ex area industriale Rizzoli, da tempo abbandonata.



La struttura si affaccerà sul Parco Lambro, lungo la linea verde della metropolitana. Quasi visionario ma possibile,  il progetto realizzerà  zero emissioni e minimizzerà i consumi. Si tratta del più avanzato intervento tecnologico in Europa, dotato dei più sofisticati sistemi digitali e capace di coniugare nello spazio di lavoro, benessere della persona e rispetto dell’ambiente. A lanciare il progetto la piattaforma indipendente Europa Risorse, con fondi della PineBridge Benson Elliot. L’inaugurazione è prevista per il 2024.

Cosa vuol dire biofilico in architettura

Biofilico è uno stile di vita trasposto in urbanistica. Architettura a misura d’uomo, dove il benessere della persona è dato dall’ambiente in cui vive. All’architettura il compito di riqualificare la città come rete di relazioni integrate, coerenti e rispettose dell’ambiente. Il verde sarà il colore dominante: è la natura ad influenzare il benessere e massimizzare la produttività.  Il design biofilico prevede l’uso di elementi naturali e organici che stimolano i sensi. Luce, vegetazione e aria faranno la differenza sul posto di lavoro, in quanto  stimolano   i sensi  e migliorano la salute fisica e mentale, massimizzando il rendimento.


Il primo ufficio biofilico italiano nel progetto di Kengo Kuma

Il progetto incarnerà  l’esempio di una città integrata in miniatura, fondendo pubblico e privato. Al suo interno  dominerà una piazza verdeggiante, abbracciata da morbide colline ai lati con Corti open air, ideali per il lavoro informale e per gli incontri. Le terrazze sono pensate come estensione degli spazi esterni, e saranno dotate di orti e giardini pensili fioriti con camminamenti.  Non mancheranno le serre, angoli di svago o speciali spazi di lavoro.
Sulla superficie di circa 50.000 mq si svilupperanno uffici, auditorium, spazi di co-working, hall riservate agli incontri di lavoro, ma anche ristoranti e lounge, negozi, un supermercato, un’area wellness, luoghi per eventi temporanei e mostre.
Un sistema di generazione di energia per il riscaldamento e il raffreddamento, unito a pannelli fotovoltaici, garantiranno la massima sostenibilità dell’edificio. Il progetto pilota rappresenterà i futuri spazi di lavoro post Covid-19.


Ripensare gli spazi di lavoro post pandemia

Il dibattito sul futuro degli uffici è ormai aperto. Mentre alcune aziende optano per la definitiva rivoluzione dello smart working su base volontaria, altre difendono il valore delle relazioni umane sul lavoro.
Negli ultimi decenni si è affermato il bisogno in progettazione, di rivoluzionare gli spazi di lavoro. La sfida è quella di massimizzare la produttività attraverso il rispetto dell’ambiente e un miglioramento in chiave “green” degli spazi d’ufficio. La pandemia è stata il motore che ha innescato il meccanismo del cambiamento. L’obiettivo è quello di coniugare soluzioni a lungo termine con la necessità attuale del lavoro a distanza, pur non rinunciando ad uno spazio di lavoro fisico.

Elena Marullo

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