Sacro e Profano: l’unione che ha lasciato spazio alla libertà artistica

L’arte come “figlia della religione”: l’unione del Sacro e del Profano risponde positivamente alla richiesta di quegli artisti che sognano la piena Libertà espressiva

L’arte è nata come specchio della fede fin dai tempi più antichi. Basta considerare gli enigmi egizi o le catacombe, le tanto vaste illustrazioni delle Divinità e della Trinità, o ancora le varie espressioni dell’arte contemporanea. Poiché la funzione dell’immagine sacra è quella di coinvolgere coloro che ne sono destinatari, i fedeli, gli artisti rispondono a questa esigenza elaborando una maniera espressiva in grado di suscitare emozioni negli spettatori. Ma possono gli artisti in questo modo essere definiti “liberi” di potersi esprimere? L’arte è diventata libera solo quando il Sacro si è unito e legato al Profano.

Il legame tra Sacro e Profano era un tempo considerato impossibile, finché…

Il sacro e il profano non sono due concetti nati per essere inseriti nella stessa frase, poiché uno viola l’essenza dell’altro e per questo i due concetti si annullano a vicenda. Infatti, il “profano” è ciò che sconvolge la sacralità. L’unione di questi termini, e la successiva distinzione, è databile 1514. Questa è la data di creazione di uno dei dipinti più misteriosi di Tiziano, Amor sacro e Amor profano. Il tema del dipinto, che raffigura due donne, una vestita e l’altra nuda, sedute vicino ad una fonte in compagnia di Cupido, è incentrato sull’Amore e sulla conciliazione tra morte e vita. Il dipinto fu realizzato per celebrare il matrimonio tra Niccolò Aurelio, politico veneziano, e Laura Bagarotto, figlia del giurista padovano Bertuccio.

Amore Sacro e Amore Profano
Tiziano – Amore Sacro e Amore Profano (Galleria Borghese, Roma, 1514)

 

 

 

 

 

 

 

 

Le due donne rappresentano la dualità della Dea Venere nel pensiero classico: Afrodite Urania, che significa “celeste”, per distinguerla dal suo aspetto più terreno di Afrodite Pandemos. Questa distinzione è nata per differenziare l’amore “celeste”, più alto, dalla lussuria e dal piacere puramente fisico e carnale. La posizione di Cupido, al centro delle due figure, sarebbe il punto di mediazione tra le aspirazioni spirituali e carnali, tra la terra e il cielo. Rappresentandole in questa maniera, Tiziano crea due diversi tipi di donne (e di Amore) e li mette sullo stesso livello. Entrambe possono risiedere nello stesso dipinto e possono essere considerate pari. In questo modo, nessuna vale più dell’altra. Anzi, le due Donne così rappresentate sottolineano l’importanza del legame di due concetti semanticamente opposti.



L’unione di Sacro e Profano come superamento della tradizione: gli artisti divengono finalmente liberi

L’arte ha voluto nei secoli far sentire il bisogno di essere libera. Ciò si è potuto realizzare nel momento in cui gli artisti hanno deciso di abbracciare anche il profano. L’allontanamento dai dogmi della religione ha infatti permesso all’arte di affermarsi ancor di più. In questo modo, il sacro ha perso la sua predominanza, rendendo l’arte profana libera di esprimersi libera rinascendo svincolata dai dettami religiosi.

 

Asia Baldini

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