Strage di Piazza Fontana, 12 dicembre 1969

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Strage di Piazza Fontana, 12 dicembre 1969: diciassette morti e ottantotto feriti. Desecretare i dossier sulle stragi di Stato.

La strage fu preparata ed eseguita materialmente da Ordine Nuovo, il movimento fondato dal fascista Pino Rauti.

Esattamente furono i gruppi veneti e milanesi di Ordine Nuovo.

Gli attentati che colpirono Roma e Milano il 12 dicembre furono cinque: a Roma tre attentati che provocarono 16 feriti: Banca Nazionale del Lavoro in via San Basilio,  Piazza Venezia e all’Altare della Patria.

A Milano: Piazza Fontana 17 morti e ottanta feriti e Piazza della Scala, per fortuna, qui la bomba non esplose.

I giornali e i partiti, soprattutto quelli di sinistra, invece di cercare i colpevoli tra i fascisti di estrema destra diedero subito la colpa agli anarchici, e il quotidiano del Partito Socialista decise di condannare Valpreda immediatamente scrivendo in quei giorni;

«Non aveva alcuna ideologia, non leggeva, ce l’aveva con tutto e con tutti, odiava i partiti politici come tali ed era strettamente legato ad un movimento, quello denominato 22 marzo di ispirazione nazista e fascista […] qualunquista, violento, detestava le istituzioni democratiche.»

Poi si accusarono a vicenda partito Socialista e Partito Comunista Italiano il quale era convinto che l’attentato fosse stato opera degli anarchici.

Bettino Craxi ricorderà nel 1993 che il principale teste d’accusa contro Valpreda, il tassista Rolandi, era iscritto al PCI e questo avvalorò la sua deposizione tra molti esponenti del partito.

Se invece avessero ascoltato Indro Montanelli forse Pinelli sarebbe ancora vivo.

La sera stessa della strage, intervistato da TV7, Indro Montanelli espresse dei dubbi sul coinvolgimento degli anarchici, e vent’anni dopo ribadì quella tesi affermando:

« Io ho escluso immediatamente la responsabilità degli anarchici per varie ragioni. Prima di tutto, forse, per una specie di istinto, di intuizione, ma poi perché conosco gli anarchici.

Gli anarchici non sono alieni dalla violenza, ma la usano in un altro modo: non sparano mai nel mucchio, non sparano mai nascondendo la mano. L’anarchico spara al bersaglio, in genere al bersaglio simbolico del potere. Si assume sempre la responsabilità del suo gesto. Quindi, quell’infame attentato, evidentemente, non era di marca anarchica o anche se era di marca anarchica veniva da qualcuno che usurpava la qualifica di anarchico, ma non apparteneva certamente alla vera categoria, che io ho conosciuto ben diversa e che credo sia ancora ben diversa».

Dopo 11 processi gli unici due colpevoli accertati in sede giudiziaria sono i neofascisti veneti Freda e Ventura, quest’ultimo morto nel 2010 a Buenos Aires

I due neofascisti non sono più perseguibili dalla sentenza di Cassazione, infatti nel 2005 la Cassazione ha affermato che la strage di Piazza Fontana fu realizzata da “un gruppo eversivo costituito a Padova nell’alveo di Ordine Nuovo e capitanato da Franco Freda e Giovanni Ventura” dichiarandoli però non processabili.

Aprire gli archivi per scoprire i responsabili!

Ancora le vittime  e i familiari non hanno avuto giustizia, vogliamo conoscere i nomi non solo di chi organizzò materialmente la strage, ma quali pezzi dello Stato c’erano dietro e chi sono i veri mandanti.

Vogliamo giustizia! Non dimentichiamo che il questore di Milano nel dicembre 1969 era Marcello Guida, uomo di fiducia di Mussolini durante il nazifascismo.

Marcello Guida fu anche direttore del penitenziario dell’isola di Ventotene dove furono confinati molti antifascisti fra cui Sandro Pertini, Luigi Longo, Umberto Terracini e tanti altri.

Il 28 luglio 1943 giunse all’isola Benito Mussolini che il governo Badoglio aveva deciso di confinare, ma Guida, si rifiutò di accoglierlo, per ragione di sicurezza.

Marcello Guida fu poi trasferito il mese di Settembre alla Questura di Roma, pare che lì come tutti i topi quando la nave affonda, abbia collaborato con la Resistenza,  proprio per questo motivo uscì assolto dal successivo processo per l’epurazione. Beneficiò dell’amnistia Togliatti e rimase in Questura.

Nel 1969 un fascista e questore di Milano, ecco che cosa portò l’amnistia di Togliatti. Negli 60 e 70 ci trovavamo i fascisti che occupano i vertici dell’amministrazione pubblica dello Stato democratico.

Marcello Guida è tra i responsabili della morte dell’anarchico partigiano Giuseppe Pinelli, buttato giù dalla finestra della questura.

Sandro Pertini, dopo la morte di Pinelli si recò alla stazione di Milano Centrale e si rifiutò di dare la mano al “fascista aguzzino di Ventotene” questore Marcello Guida.

Noi vogliamo Giustizia e verità per tutte le stragi fasciste, vogliamo giustizia e verità sulla morte delle vittime delle stragi e di Giuseppe Pinelli.

  Santina Sconza

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