Tsunami in Indonesia: la furia del mare devasta le coste di Giava e Sumatra

La causa scatenante è stata l'eruzione di un vulcano

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La furia del mare torna a colpire le coste indonesiane. Nella notte, uno Tsunami provocato dall’eruzione del vulcano Anak-Krakatau, il “figlio del Krakatoa”, ha devastato le coste delle isole Giava e Sumatra.

Un bilancio provvisorio

Lo Tsunami avvenuto stanotte in Indonesia avrebbe provocato almeno 280 morti, 60 dispersi, 1000 feriti e 12.000 sfollati, distrutto 600 abitazioni e danneggiato seriamente 9 hotel.
Secondo il premier australiano Scott Morrison, non ci sarebbero stranieri tra le vittime dello Tsunami, ma gli accertamenti sono ancora in corso. Intanto, le autorità indonesiane hanno invitato locali e turisti a tenersi lontani dalle spiagge, le quali potrebbero essere colpite da un momento all’altro da una nuova onda.

Nei minuti in cui l’onda si è abbattuta sulle coste dell’Indonesia, una rock band, i Seventeen, stava esibendosi sul palco allestito dalla compagnia statale Pln in una spiaggia di Giava. All’evento partecipavano 260 persone, le quali sono state spazzate via assieme al palco. 23 di loro, tra cui il bassista e il manager della band, sono tra le vittime,  e molte altre risultano tuttora disperse.

L’allarme mancato

Mentre le autorità indonesiane continuano a cercare i dispersi, una domanda tormenta tutti quanti: come mai il concerto dei Seventeen si è potuto svolgere? Nessuna delle autorità competenti si è accorta dello Tsunami in arrivo?

Una risposta arriva direttamente dal capo dell’agenzia meteorologica Rahmat Riyono, il quale afferma che lo Tsunami di ieri è di un tipo particolare. La causa dell’onda anomala è stata l’eruzione vulcanica e questo avrebbe convinto l’agenzia a monitorare la situazione senza far scattare allarmi preventivi.

Si indaga però anche su un’altra ipotesi, secondo la quale il sistema di allarme nelle zone colpite dallo Tsunami non sarebbe attivo dal 2012. Da quell’anno, infatti, i fondi destinati al mantenimento del sistema d’allarme si sarebbero ridotti sensibilmente, impedendo la riparazione dei danni procurati da una serie di atti vandalici.

Non resta che attendere i risultati delle indagini per scoprire quanto l’errore umano abbia influito sulla tragedia.

Francesco Cambilargiu

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