Gabriela Wiener. Una femminista contro la destra peruviana dei Fujimori

Il 6 giugno si terrà in Perù il ballottaggio finale per le elezioni presidenziali. La sfida è tra Pedro Castillo, di Perù libre, e Keiko Fujimori, del partito Forza popolare. Fujimori è la figlia del più famoso Alberto Fujimori, presidente del Perù dal 1990 al 2000 che ora sta scontando 25 anni di carcere per i crimini commessi quando era al potere. Tra gli intellettuali è nato un conflitto. C’è chi come Mario Vargas Llosa pensa che Castillo sia schierato troppo a destra e che votare Fujimori sia l’unico modo per salvare la democrazia peruviana. È c’è chi come Gabriela Wiener postula un passo ulteriore rispetto al voto per il candidato del “meno peggio”. L’idea è superare l’anti-fujimorismo: Wiener parla di una reale svolta a sinistra, che sia decoloniale e femminista. 

Gabriela Wiener è una scrittrice e giornalista femminista peruviana, antirazzista e “Brown pride”, che desidera una rinascita per il suo paese. Per questo voterà Castillo. Lo scrittore Mario Vargas Llosa invece, è convinto che alle idee discriminatorie della falsa sinistra di Castillo, sia meglio contrapporre la figlia non pentita dell’ex dittatore Alberto Fujimori. 

Ma chi sono Pedro Castillo e Keiko Fujimori?

Secondo le parole di Gabriela Wiener stessa, Pedro Castillo è: 

Un candidato a cui nessuno dava importanza. Porta un cappello di paglia ed è un maestro di campagna, un sindacalista impegnato nella scuola e un radicale di sinistra. 

Castillo, però, ha dei forti punti d’oscurità: è anche colui che propone di istituire la pena di morte e di negare tutti i diritti alla comunità Lgbtqia+. 

Perché allora una femminista come Gabriela Wiener lo supporta? Il primo motivo è sicuramente che la sua candidata prediletta, la moderna Verónica Mendoza, non è più in gara. Inoltre, una delle forti promesse di Castillo è riformare la costituzione fujimorista. E, come la stessa Wiener afferma, il fatto è che “non c’è niente peggio di Fujimori”. 

Gabriela Wiener contro i crimini di Fujimori

Se si nomina Keiko Fujimori, è necessario parlare del padre. La Señora K infatti, nel caso venisse eletta, concederà l’indulto al padre che sta scontando 25 anni di carcere per corruzione e crimini contro l’umanità. 

Un passo indietro. Il periodo di Fujimori è stato segnato dal cosiddetto “Programma nazionale per la salute riproduttiva e la pianificazione nazionale”. Nei fatti, una campagna di sterilizzazione forzata, che Keiko Fujimori si ostina a chiamare: “Pianificazione familiare”. 

Nell’arco di questi anni sono state condotte 272.028 operazioni di legatura delle tube e 22.004 vasectomie. Sono più di ottomila le persone che hanno denunciato di essere state illegalmente sterilizzate.

Quello che, però, spinge Gabriela Wiener a parlare di decolonizzazione è un dettaglio specifico. Le vittime della sterilizzazione di massa sono state per lo più donne e persone provenienti dal popolo indigeno dei Quechua, nonché persone economicamente svantaggiate. 




Attenzione: i temi trattati nel video potrebbero urtare la vostra sensibilità.

Il pensiero femminista decoloniale che potrebbe risollevare il Perù

Penso di appoggiare una rivendicazione storica e anticoloniale e di dare una risposta alla società razzista in cui sono cresciuta. La mia scelta è in virtù del cambiamento rispetto a decenni di neoliberismo che hanno danneggiato soprattutto le donne, native e povere.

Nel suo appoggio a Castillo, Gabriela Wiener, calca molto sul passato coloniale e razzista del Perù e su quanto abbia danneggiato soprattutto le vite delle donne. Infatti, il sistema razzista ideato e condotto dalle élite creole è una conseguenza diretta della colonizzazione. Nella colonizzazione si trova il fondamento degli anni di Fujimori e del neoliberismo.

Se, però, in questo caso ci si riferiva a una colonizzazione più fattuale, è comunque sempre di colonizzazione che dobbiamo parlare negli anni di Fujimori. Un modello coloniale che però si sposa totalmente con le istanze misogine di una società machista: 

Gli anni di Fujimori sono stati anni di colonizzazione patriarcale e razzista che hanno portato al degrado della società e soltanto liberandosi da questi schemi si potrà procedere.

Quindi la colonizzazione di Fujimori, secondo Gabriela Wiener, che ragiona in ottica intersezionale ha due caratteristiche. È razziale, poiché, come quella dei creoli, colpisce le minoranze etniche. Ed è sessista, perché il metodo è quello di una sostanziale sottomissione della donna e della sua capacità riproduttiva su prerogativa maschile. 

Che cosa ha a che fare tutto questo con il neoliberismo? Secondo Gabriela Wiener, in un sistema di sottomissione femminile, il potere maschile si esercita tramite la sottomissione economica, non solo delle donne, bensì anche delle persone più povere e non bianche. 

Per questo il voto a favore di Castillo, e quindi di una nuova costituzione più socialista, è più del semplice anti-fujimorismo. Si tratta, infatti, di dare vita a una rivoluzione dei costumi che dovrà investire il Perù.

Antonia Ferri

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