Guns in USA: Armi, un amore infinito

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“Essendo necessaria, alla sicurezza di uno Stato libero, una milizia ben regolamentata, non potrà essere infranto il diritto dei cittadini di detenere e portare armi”. Queste sono le parole del secondo emendamento della costituzione americana che regola il possesso delle armi. Ogni due giorni, purtroppo, negli USA succede una strage o un morto per via delle armi da fuoco, e ogni volta si riaccende il dibattito che porta sempre ad un nulla di fatto. Un americano vero ha il diritto e il dovere di possedere una pistola, come il voto da noi.

Da italiano non riesco a concepire questo fatto delle armi in America,  una legge fatta nel 1791 che viene presa come oro colato solo per essere giustificati nel fare i cow boy, mi sembra alquanto strana. Una cosa sconvolgente che ho visto sul documentario, premio oscar del 2003, di Michael Moore “Bowling for Colombine” è la facilità con cui si può reperire un’arma, lo so che lo dicono tutti e il dibattito verte su questo, ma vederlo è un altra cosa. Per esempio in Europa se vedi un fucile all’interno di una banca pensi che sia una rapina e chiami la polizia. In America, come si vede nel film, ci sono banche che come omaggio per aver aperto un conto ti regalano un fucile. Nella mia ingenuità credevo che le persone non vedenti non avessero la possibilità di prendere un porto d’armi, invece Michael Moore mi mostra anche questa assurdità. E tante altre che mi hanno lasciato sconvolto, vi coniglio vivamente di vederlo se ancora non lo avete fatto. Pensandoci bene mi sento anche un po’ stupido a scandalizzarmi per così poco. Se si pensa che mentre un europeo gira su Amazon per comprare una copia dell’ultimo libro di Steven King, in America nello stesso istante c’è una persona che si collega su armslist.com e cerca un AK-47.

Obama è da anni che cerca di cambiare questo aspetto della sua nazione, ma appena nomina il cambiamento della regolamentazione sulle armi lo accusano di tirannia. Negli Stati Uniti è possibile analizzare il problema degli incidenti stradali per porgli un rimedio, ma i problemi dei spari neanche è possibile guardarli. Ogni volta che c’è una strage, ci sono i grandi personaggi della destra che hanno una soluzione. Ultimo, ma solo in ordine cronologico, c’è Donald Trump che dopo la il massacro nel locale gay ha strillato che servono più armi agli americani e via mussulmani e immigrati; Donald, veramente, con tutto rispetto, l’assassino era americano, però non voglio contraddirti quindi sono d’accordo a dare la colpa a caso. E poi la grande lobby delle armi -che praticamente è colei che controlla questo settore e il motivo per il quale il secondo emendamento non può essere sfiorato-, la National Rifle Association trova una grande soluzione per le sparatorie scolastiche: in ogni scuola una guardia armata e pistole ai professori. Perfetto: togliamoci la sete con il prosciutto.

Nella mia vita volevo arruolarmi nell’esercito per sentire il brivido di alzarmi la mattina imbracciare un fucile e salutare la bandiera. Ora il mio obbiettivo è diventare americano, il fucile c’è, la bandiera pure, l’unica differenza è che posso fare il panettiere.

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