La Seconda Repubblica: l’Italia dopo Tangentopoli

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Mercoledì 6 Aprile si è svolto, presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università Roma Tre della capitale, un evento incentrato sull’ analisi storico-politica della nascita e dello sviluppo della cosiddetta Seconda Repubblica.

A tenere il discorso su uno dei più importanti accadimenti della storia recente del nostro Paese, è Marco Travaglio, noto giornalista e direttore de “Il Fatto Quotidiano”, alla presenza estremamente numerosa di studenti entusiasti di conoscere quanto più possibile riguardo i cambiamenti degli assetti politici e giudiziari avvenuti in Italia a partire dal 1992.

Fonte: www.immoderati.it
Fonte: www.immoderati.it

Si era nel Febbraio di quell’ anno, infatti, quando l’allora Sostituto Procuratore Antonio di Pietro arrestò Mario Chiesa, ex presidente del Pio Albergo Trivulzio, dando vita ad uno scandalo relativo ad un’enorme quantità di tangenti e finanziamenti illegali, conosciuto come Tangentopoli: per due anni si susseguirono una serie di indagini giudiziarie, Mani Pulite, che causarono un notevole terremoto mediatico e l’epilogo di una classe politica.

Riuscì tale processo ad arrestare il decadimento della politica italiana?

La risposta di Travaglio non si fa attendere ed è decisamente negativa; ricordando con le parole dell’ex magistrato Gherardo Colombo in un’intervista pubblicata nel 1997 su “Il Corriere della Sera” dall’ illustre giornalista Giuseppe D’avanzo, afferma che Mani pulite fece emergere solo la punta dell’iceberg della corruzione italiana e degli altri “reati invisibili”.

Le indagini della magistratura, intollerabili per il potere politico-economico, durarono troppo poco, solo un paio di anni, perché violentemente arrestate da una Bicamerale volta a modificare la Costituzione (e qui il giornalista torinese non manca di accennare a un paragone con l’attività dell’attuale Premier), sottraendo indipendenza alla magistratura, indebolendo le funzioni di controllo dei poteri di garanzia, accentuando la preminenza del Governo.

Tangentopoli è un intrico tridimensionale di ricatti e patteggiamenti fra politici, imprenditori e magistrati: sulla base di ciò che viene taciuto sulla Prima Repubblica si costituisce la Seconda.

Ultimo inane tentativo di portare alla superficie la porzione più consistente di quest’ iceberg è la “Causa di non punibilità” proposta dall’ avvocato milanese Gian Domenico Pisapia, ma ormai Tangentopoli è anche “Ricattopoli” in quanto tutto ciò che affiora non è considerata epurazione del marcio ma merce di ricatto.

Agli occhi del direttore de “Il Fatto Quotidiano”, la Seconda Repubblica è anche e soprattutto lotta della politica alla magistratura, un portare la giustizia alla paralisi per poi criticarla di totale inefficienza; la lentezza del sistema giudiziario non è altro che la somma di leggi che mascherano scappatoie legali nell’ interesse di chi è ai vertici, prescrizioni congegnate nell’ interesse dei colletti bianchi, un sistema pilotato da avvocati-deputati al servizio di politici e imprenditori.

Quando esplose lo scandalo sembrò possibile ripristinare la legalità ma si rivelò ben presto una mera illusione e quegli anni di indagine non riuscirono a rivoluzionare la mentalità politica italiana.

Dunque, non molto è cambiato dal 1992 se non la validità e la richiesta di informazione.

Marco Travaglio conclude chiedendosi e chiedendoci: gli italiani vogliono ancora sapere? O preferiscono adagiarsi cullati da un’informazione consolatoria?

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