• Contatti
  • Cookie Privacy Policy
domenica, 12 Luglio 2026
Ultima Voce
  • Home
  • Archivio
  • Segnalazioni
  • Contatti
  • Home
  • Archivio
  • Segnalazioni
  • Contatti
No Result
View All Result
Ultima Voce
No Result
View All Result
Home Categorie

Rimpatri veloci: rimpatriati i primi due “migranti irregolari” con procedure accelerate di frontiera

by admin
12 Set 2024
in Categorie, Migrazione Umana
Reading Time: 4 mins read
A A
0
regolamento sui rimpatri ue

Drehscheibe Köln-Bonn Airport - Ankunft Flüchtlinge 5. Oktober 2015

Share on FacebookShare on Twitter

Dalla parte di chi lotta per essere riconosciuto,
dell’essere umano e dei suoi diritti.
Contribuisci a preservare la libera informazione.

logo paypal

Mercoledì 11 settembre il ministro degli interni Matteo Piantedosi ha annunciato i primi rimpatri veloci di due migranti irregolari tunisini grazie al ricorso alla procedura accelerata di frontiera. I due migranti erano trattenuti nell’hotspot di Porto Empedocle da fine agosto scorso, in particolare nella struttura detentiva per migranti provenienti da Paesi considerati sicuri.

Porto Empedocle, zone di frontiera e procedure accelerate di frontiera

I due uomini tunisini erano da qualche settimana rinchiusi all’interno dell’hotspot di Porto Empedocle dove, in via sperimentale, è stato aperto un centro di detenzione volto a trattenere tutti le persone provenienti da Paesi considerati sicuri perché sottoposte a procedure accelerate di frontiera. Queste procedure possono essere attuate esclusivamente se il cittadino considerato irregolare viene fermato in un territorio di frontiera.  Lo scorso 31 agosto i giudici della sezione specializzata in materia di immigrazione del tribunale di Palermo avevano disposto il trattenimento di cinque tunisini arrivati a Lampedusa: per due di questi, l’esame della domanda di protezione in procedura accelerata si è conclusa con un diniego ed è quindi scattato il rimpatrio veloce e forzato . Questo è stato possibile perché la provincia di Agrigento, dove si trova Porto Empedocle, è annoverata tra le zone di frontiera dove si possono predisporre centri per l’esame delle domande d’asilo accelerate. Le zone di transito e di frontiera sono delineate dall’art. 2 del dm 5 agosto 2019 che stabilisce come zone di frontiera le province di Trieste e Gorizia; Crotone, Cosenza, Matera, Taranto, Lecce e Brindisi; Caltanissetta, Ragusa, Siracusa, Catania, Messina; Trapani e Agrigento; Città metropolitana di Cagliari e Sud Sardegna. Il testo dell’articolo omette però spiegazioni importanti, in particolare quella riguardante l’estensione territoriale e la delimitazione del territorio di frontiera.

Le procedure accelerate di frontiera sono state introdotte dal decreto Cutro lo scorso anno e si inseriscono all’interno della generale direzione che l’Unione Europea ha intrapreso in tema di immigrazione, in particolare dall’approvazione del “Nuovo patto migrazione e asilo” salutato come un successo dalla presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. Patto che ha attirato aspre e preoccupate critiche da parte di ONG e ambienti sia politici che solidali per le nuove misure che limiteranno ancora di più il fragile diritto all’asilo in Europa.

Le procedure accelerate di frontiera e i centri di detenzione negli hotspot sui confini esterni dell’Unione Europea sono quindi diretta conseguenza di queste politiche europee. Tali procedure sono attuate tramite il trattenimento di un migrante in un centro di detenzione per un massimo di 28 giorni entro i quali la persona deve essere liberata e rimpatriata. In questi 28 giorni il trattenuto è completamente isolato, senza possibilità di affidarsi a organizzazioni esterne o di ricevere un’adeguata informativa legale. Da ricordare è inoltre il fatto che le procedure accelerate di frontiera erano una pratica cui già si faceva ricorso in Italia per le persone che avevano tentato di eludere i controlli di frontiera: la differenza fondamentale è che, ad oggi, le procedure potranno essere svolte direttamente in fronteira.

RELATED STORIES

Una delle cose per cui è più utilizzata l’intelligenza artificiale? Le ristrutturazioni di casa

Una delle cose per cui è più utilizzata l’intelligenza artificiale? Le ristrutturazioni di casa

29 Giugno 2026
Il fascino dei capi “per sempre”: perché alcuni pezzi del guardaroba non seguono davvero le stagioni

Il fascino dei capi “per sempre”: perché alcuni pezzi del guardaroba non seguono davvero le stagioni

23 Giugno 2026

Rimpatri veloci, Tunisia e Paesi sicuri

Le convalide di trattenimento a Porto Empedocle si sono così concluse con un diniego di protezione per due uomini tunisini e il conseguente rimpatrio veloce nel Paese d’origine. Il caso ha in realtà un procedente simile ma con opposto esito: lo scorso settembre, infatti, i giudici di Catania non avevano convalidato il trattenimento per altri cittadini tunisini sostenendo che la disposizione del decreto Cutro contrastasse con la disciplina comunitaria così come interpretata dalla Corte UE:

«deve […] escludersi che la mera provenienza del richiedente asilo da Paese di origine sicuro possa automaticamente privare il suddetto richiedente del diritto a fare ingresso nel territorio italiano per richiedere protezione internazionale»

Questa volta, il destino dei due migranti tunisini si risolverà invece con un rimpatrio veloce verso la Tunisia perché Paese terzo considerato sicuro. La Tunisia è il Paese verso cui sono stati disposti il maggior numero di rimpatri forzati nell’ultimo anno, circa il 60% dei rimpatri totali.

Preoccupano enormemente queste misure che condannano di fatto i provenienti da Paesi considerati sicuri se intercettati in una zona di frontiera a vedere processate le proprie domande di asilo con procedure accelerate di frontiera, senza alcun supporto esterno, con un rischio più elevato di vedersi rifiutata la protezione. Queste disposizioni preoccupano enormemente dato che sono considerati Paesi sicuri luoghi dove la vita della popolazione locale e dei migranti è seriamente a rischio. Il tutto sembra volto non alla tutela delle persone ma al tentativo sempre più chiaro da parte dell’UE di bloccare i migranti sulle frontiere esterne, riducendo le possibilità dei migranti di ottenere protezione, con una politica escludente che spesso condanna alla morte sui confini europei chi intraprende le diverse rotte migratorie.

Rimpatri veloci e procedure accelerate di frontiera: un banco di prova per i centri in Albania

Su X Piantedosi ha così commentato con soddisfazione i primi due rimpatri veloci operati dall’Italia:

«Rimpatriati i primi due stranieri grazie alle procedure accelerate alle frontiere. Un efficace strumento di contrasto all’immigrazione irregolare inserito, anche grazie all’Italia, nel nuovo Patto migrazione e asilo».

L’anno scorso, sulle procedure accelerate di frontiera per chi proviene da un Paese sicuro, si era espressa Silvia Albano, giudice in servizio presso il tribunale civile di Roma nella sezione specializzata in diritti della persona e immigrazione, che così aveva dichiarato:

«Innanzitutto il rischio, altissimo, è che le persone bisognose di protezione restino invisibili. In sette giorni è impossibile garantire procedure di frontiera che garantiscano i diritti inalienabili delle persone per giunta in stato di trattenimento».

Il centro di detenzione di Porto Empedocle e questi primi due rimpatri veloci forniscono il modello che verrebbe applicato nei centri in costruzione in Albania. Le strutture di Schengjin e Gjader, la cui apertura è stata numerose volte rimandata, sembrerebbero infatti prossimi all’inaugurazione. Diventeranno così un hotspot posto addirittura al di fuori del territorio nazionale italiano creato per esaminare le domande di protezione di tutte le persone provenienti da Paesi considerati sicuri in procedura accelerata di frontiera, con i migranti tenuti in uno stato detentivo, con l’obiettivo finale di disincentivare le migrazioni verso il vecchio continente.

La politica migratoria intrapresa dall’Unione Europea e dall’Italia si configura quindi ancora una volta come escludente e discriminatoria, violando sistematicamente i diritti umani e condannando le persone in movimento a situazioni drammatiche di violenza e stasi. Se il commento di Roberta Metsola sull’approvazione del nuovo patto sulla migrazione e l’asilo è stato “La storia è fatta” forse dobbiamo iniziare a chiederci da che parte della storia vogliamo stare.

Arianna Locatelli

Tags: centri di detenzionediritti umanifrontieramigrantimigrazioniNuovo Patto asiloprocedure acceleraterimpatri veloci
ShareTweetSendShare

Iscriviti alla nostra newsletter

Può interessarti anche questo

Una delle cose per cui è più utilizzata l’intelligenza artificiale? Le ristrutturazioni di casa
Categorie

Una delle cose per cui è più utilizzata l’intelligenza artificiale? Le ristrutturazioni di casa

29 Giugno 2026

Nel corso degli ultimi due anni abbiamo visto sempre più volte l’intelligenza artificiale fare capolino...

Il fascino dei capi “per sempre”: perché alcuni pezzi del guardaroba non seguono davvero le stagioni
Categorie

Il fascino dei capi “per sempre”: perché alcuni pezzi del guardaroba non seguono davvero le stagioni

23 Giugno 2026

Nel corso degli ultimi decenni, il concetto di stagionalità nella moda ha subito una trasformazione...

Le squadre sottovalutate con le migliori chance di arrivare in finale ai Mondiali 2026
Categorie

Le squadre sottovalutate con le migliori chance di arrivare in finale ai Mondiali 2026

23 Giugno 2026

Capire chi sono le Nazionali favorite è già un esercizio appassionante: Brasile, Francia, Argentina e...

riforma europea su immigrazione
Migrazione Umana

Riforma europea su immigrazione e diritto d’asilo: la vittoria delle nuove destre

4 Giugno 2026

Raggiunta l'intesa tra i governi UE per l'ultimo passo della nuova riforma europea su immigrazione...

Next Post
Professioni social

Professioni social: quali sono le figure che lavorano in questo contesto

No Result
View All Result

Guest Authors

Giulio Cavalli |Giovanna Mulas | Sabina Guzzanti |Susanna Schimperna | Francesca de Carolis| Luigi Colbax | Alessandro Ghebreigziabiher| Oliviero Beha|Bruno Ballardini Rosanna Marani| Barbara Benedettelli | Carlo Barbieri | Roberto Allegri| Pino Aprile|Otello Marcacci| Carlo Nesti|Carlo Negri| Massimiliano Santarossa| Livio Sgarbi|Alessandro N. Pellizzari |Clara Campi| Marilù S. Manzini| Erika Leonardi|Dario Arkel| Maurizio Martucci| Paolo Brogi| Ettore Ferrini|Adriano Ercolani|Paolo Becchi|Alessia Tarquinio| Selvaggia Lucarelli| Fabrizio Caramagna | Iacopo Melio |

logo paypal

Ultima Voce Best Topics

ambiente arte attualità bambini Calcio Cina Cinema coronavirus Covid-19 cultura diritti umani donald trump Donne economia Europa film Francia guerra Israele Italia Lavoro Libri Matteo Salvini migranti Milano musica nshr Onu Palestina politica razzismo Ricerca roma Russia salute Salvini Scienza Scuola società stati uniti storia Trump unione europea Usa Violenza

FAQ E CONSIGLI UTILI

Guide & Tips 

Contatta La Redazione

Scrivi a :
– info@ultimavoce.it
– collaborazioni@ultimavoce.it
– advertising@ultimavoce.it
– candidature@ultimavoce.it

Read More…
fandangolibri1.png
chiarelettere11.png
WhatsApp-Image-2023-01-17-at-09.39.24-e16739484187331.jpeg
LOGO-FFF1.png
luis1.png
Logo_24ore1.png
moton1.png
UNITO1.png

Le foto presenti su ultimavoce.it sono state in larga parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione – indirizzo e-mail info@ultimavoce.it, che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.

Testata Giornalistica registrata presso il Tribunale di Brescia n° 8/2021 del 15/03/2021. Direttore Responsabile: Gianluca Lucini / Direttore Editoriale: Andrea Umbrello

  • Home
  • Contatti
  • Privacy Cookie Policy
  • Guide Utili

© 2020 - Ultima Voce. All Rights Reserved

No Result
View All Result
  • Home
  • Archivio
  • Segnalazioni
  • Contatti
  • Cookie Privacy Policy

© 2020 – Ultima Voce. All Rights Reserved.